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Bitcoin, il rally non si arresta: sfondato il muro dei 50mila $

La soglia dei 50mila dollari per il Bitcoin non è più un tabu. Nelle ultime 24 ore la criptovaluta è riuscita per pochi minuti a superarla segnando un nuovo massimo storico a 50.548 dollari. Al momento si tratta di una forte resistenza tanto che il prezzo poi è ridisceso in area 48-49mila. Resta il fatto che il Bitcoin sta facendo registrare numeri pazzeschi: da inizio anno è salito del 75%, dopo aver aggiornato lo scorso dicembre il precedente record oltre quota 20mila. Una soglia che ai livelli attuali sembra lontana anni luce, così sembrano sempre preistorici quei 10mila dollari che il mercato gli attribuiva a settembre. In meno di cinque mesi la performance sale a +370%. Il prezzo sta crescendo talmente velocemente quasi da non dare al mercato il tempo di consolidare, di fare quel “campo base” dopo una scalata che gli esperti considerano salutare. Quando questo non accade, è logico avere le vertigini. Ma come mai il Bitcoin sta salendo senza freni? Il flusso di notizie nel breve periodo è tutto dalla sua parte. Ad ottobre c’è stato l’annuncio di Paypal di inserirlo a partire dal 2021 tra le modalità con cui effettuare pagamenti per gli utenti statunitensi. Da allora è stato un susseguirsi di report positivi di banche d’affari e operatori della finanza tradizionale che hanno alzato le valutazioni del Bitcoin proiettandole – come nel caso di Citigroup – anche a 300mila dollari entro la fine del 2021. Il cambio di narrazione degli attori istituzionali ha fatto la sua parte, così come la crescita dei prodotti che consentono anche ai retail di poter investire in Bitcoin e altre criptovalute senza correre i rischi legati alla gestione del portafoglio all’interno di piattaforme di scambio non regolamentate che in alcuni casi hanno subito anche furti da parte degli hacker. 21Shares, tra i primi a muoversi nel club degli Etp (fondi passivi con sottostante) delle criptovalute, ha superato i 500 milioni di raccolta. «Negli ultimi sei mesi è cresciuta al ritmo di 100 milioni di dollari al mese – spiega Massimo Siano, Head of southern Europe di 21Shares -. Credo sia un chiaro segnale di come gli investitori puntino a un piano B». Il “piano B” sarebbe proteggere una parte degli investimenti dalla potenziale svalutazione a cui le valute fiat (dollaro, euro, ecc.) potrebbero andare incontro nei prossimi anni nel caso l’inflazione dovesse mettere il turbo, come conseguenza delle attuali politiche monetarie e fiscali espansive. Alcuni investitori vedono nel Bitcoin le potenzialità di riserva di valore e questo ne sta facendo salire la domanda che, a fronte di un’offerta limitata a 21 milioni di unità minabili, fa salire il prezzo.

Quando poi sembrava che potesse consolidare in area 30-35mila è arrivata la notizia shock dell’annuncio di Tesla di investire 1,5 miliardi in Bitcoin. Questo non ha dato il tempo di rifiatare innescando un altro “pump”. Se altre aziende emulassero la scia di Tesla? Questa è una domanda che si pongono gli investitori, consapevoli che le aziende dell’S&P 500 detengono una liquidità di 2.800 miliardi.

Un’altra notizia che sta alimentando la corsa arriva dalla struttura ciclica. Circa ogni quattro anni scatta l’halving, ovvero il dimezzamento delle commissioni ai “minatori” che estraggono il Bitcoin. L’ultimo risale a maggio 2020. «Di norma questo comporta un iniziale scompenso tra i miners – spiega Eugenio Sartorelli, risk manager di Rocket capital investment-. Nei due casi precedenti, 2012 e 2016, abbiamo assistito a forti movimenti rialzisti nell’anno successivo all’halving. Ed è quello che si sta verificando anche in questo terzo ciclo. Stando alla struttura ciclica la fase rialzista potrebbe proseguire fino a giugno-luglio. Se il prezzo dovesse però superare i 70mila, che a mio avviso rappresenta il “fair value” del Bitcoin in questo momento storico, potremmo andare incontro a una fase troppo euforica. Bisogna poi anche ricordare che, sebbene il Bitcoin mantenga un trend rialzista nel lungo periodo, al termine del ciclo positivo post-halving, tende a subire forti correzioni. In passato è arrivato a perdere anche l’80%. A questo giro, dato che il mercato è più maturo e stanno entrando operatori istituzionali, credo che il ritracciamento potrebbe orbitare intorno al 30%. Una correzione ben oltre il 50% sarebbe un fallimento della prova di maturità che il Bitcoin sta provando a superare».

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