Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bitcoin «europei», congelati anche i conti italiani

Nuovi problemi per il «contante di Internet». Da 48 ore chi ha dei bitcoin in un conto della piattaforma europea Bitstamp, usata anche dagli italiani, non può ritirarli o venderli. I fatti: il 4 gennaio un hacker ha rubato 5 milioni di dollari in bitcoin da uno dei portafogli gestiti dalla società slovena con sede in Gran Bretagna. Il fondatore Nejc Kodric — giovane imprenditore molto attivo nei forum, su Facebook e Twitter dove si presenta come «Libertarian, entrepreneur, Bitcoin enthusiast. Co-founder and CEO @ Bitstamp» — ha subito tentato di tranquillizzare chi ha un conto affermando che è stato costretto a «congelare» tutti i depositi ma che le registrazioni delle transazioni precedenti al 4 gennaio sono conservate «offline», probabilmente in un server senza collegamento a Internet o, anche, nell’unica vera tecnologia a prova di hacker (la carta). Non potrebbero dunque essere messe in pericolo. Ma l’ultimo dei fatti è che il sito non è più accessibile e purtroppo la cronaca finanziaria insegna che quando i conti vengono congelati è più per paura della fuga dei buoi che per la loro difesa. L’anno non poteva iniziare peggio per quello che è stato considerato come il «più disastroso investimento del 2014»: da mille dollari a circa 300. Il caso Bitstamp gli ha dato un’ulteriore spallata portandolo a 276 dollari. 
I precedenti non aiutano a rilassarsi. Meno di un anno fa scoppiò il caso della principale Borsa di Bitcoin in Giappone, Mt Gox: iniziato con un buco da 473 milioni di dollari, finito con il fallimento in vari tribunali.
Va sottolineato che anche in questo caso non è il bitcoin in senso stretto sotto accusa ma la società che, dietro una commissione dallo 0,20 allo 0,50% (secondo le polemiche in rete in realtà talvolta sopra l’1%), ne permetteva la gestione.
Il mercato dei bitcoin è ancora difficile da monitorare viste le sue origini ma secondo Coinometrics l’Europa è diventato il secondo circuito mondiale della criptomoneta, nata nel 2009 da un ancora sconosciuto Satoshi Nakamoto che ha posto le basi per l’algoritmo che ne determina la produzione tramite una rete peer-to-peer (cioè l’insieme dei computer di chi si dedica al conio). Nelle ultime 24 ore, sempre secondo Coinometrics, nell’Area euro sono stati scambiati 4.931 bitcoin, un decimo di quelli Usa, un numero esiguo frenato probabilmente dall’incertezza del caso Bitstamp. Nell’ultimo mese proprio su Bitstamp erano state concluse operazione per un valore pari a 276 milioni di dollari.
In Asia, fino a un anno fa il principale mercato, le transazioni sono crollate dopo il crac di Mt Gox e dopo che la Bank of China ha vietato le transazioni in bitcoin per le banche. Secondo Bloomberg in Bitstamp Ltd, società basata in Slovenia con sede legale in Gran Bretagna al 5 Jupiter House, Calleva Park, Reading, ha investito Pantera capital Management Lp, un hedge fund. Nejc Kodric ha postato su Twitter che è a Las Vegas per il Ces, la principale fiera dell’elettronica.
Invero, oltre che essere acquistati, i bitcoin potrebbero essere prodotti direttamente con l’attività di mining (è previsto fin dall’inizio che il numero massimo di monete in circolazione debba essere 21 milioni, ora siamo circa a metà). Ma per il singolo è un’attività anti-economica visto che i computer devono risolvere via via dei rebus sempre più complessi ed energivori. Un pc acceso 24 ore su 24 e usato dal Corriere come test ha prodotto circa 3-5 centesimi di euro al giorno. Ma un computer consuma in media 30 watt/ora e moltiplicando per 24 si ottengono 720 w/ora ovvero 0,72 kwh. Per un kwh un consumatore domestico spende circa 17 centesimi, quindi per 24 ore si spendono 12-13 centesimi di euro. Bilancio in rosso: un algoritmo può creare ma un algoritmo può anche distruggere.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa