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Biometria, meno autorizzazioni

Poker di semplificazioni per la biometria. Il garante della privacy esclude dall’obbligo di verifica preliminare l’uso di caratteristiche biologiche dell’individuo per l’autenticazione informatica, per l’accesso a siti sensibili, per la firma di documenti informatici e per l’accesso facilitato in luoghi pubblici. Il provvedimento n. 513 del 12 novembre 2014 del collegio, presieduto da Antonello Soro, proprio ieri eletto vicepresidente del garanti europei, oltre alle semplificazioni, varate a precise condizioni di sicurezza, contiene dettagliate linee guida, che rappresentano un articolato vademecum. Le novità principali sono tre, così sintetizzabili. La prima. Per alcuni tipi di biometria, in relazione a casi con rischi minori, il trattamento non deve essere preceduto da una richiesta al garante di verificare preliminarmente la conformità al codice della privacy. Così si evita un procedimento di carattere autorizzatorio (tra l’altro oneroso, dovendosi pagare mille euro di diritti) e si passa al trattamento, purché rispettoso degli standard previsti dal garante nel provvedimento in esame. La seconda novità si muove anch’essa sull’onda della semplificazione e consiste nell’esclusione della necessità di acquisire il consenso, sempre limitatamente a trattamenti espressamente individuati. La terza novità riguarda l’introduzione di un obbligo di denuncia al garante delle violazioni accertate dal titolare del trattamento (impresa o ente pubblico o professionista). Si tratta dell’obbligo denominato «notifica delle violazione», che è già previsto per il settore delle telecomunicazioni e che viene esteso. Passiamo al dettaglio del provvedimento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Innanzitutto per biometria non si intende solo l’uso delle impronte digitali, ma anche una serie di altri dati che vanno dalla dinamica di apposizione della firma autografa, alle caratteristiche dell’emissione vocale, dalla struttura venosa delle dita e della mano alla struttura vascolare della retina, dalla forma dell’iride alla topografia della mano fino alle caratteristiche del volto.

Il fronte della biometria sta facendo breccia nella vita di tutti i giorni e molti dispositivi di uso quotidiano incorporano i dati in questione e sempre più spesso infatti aziende e pubbliche amministrazioni si servono di dati biometrici.

Preso atto di questa diffusione il garante ha individuato quattro categorie, per i quali ha stabilito l’esonero dall’obbligo di verifica preliminare, dettando norme ad hoc. Anche in questi casi si devono osservare rigorose e specifiche misure di sicurezza e anche gli adempimenti generali sull’informativa agli interessati sui loro diritti, sugli scopi e le modalità del trattamento.

AUTENTICAZIONE INFORMATICA

Impronte digitali e caratteristiche dell’emissione vocale possono essere utilizzate come credenziali di autenticazione per l’accesso a banche dati e sistemi informatici. Il trattamento può essere effettuato senza verifica preliminare e anche senza il consenso dell’utente.

ACCESSO AREE «SENSIBILI»

Impronte digitali e caratteristiche della topografia della mano potranno essere trattate per consentire l’accesso ad aree e locali ritenuti «sensibili» oppure per consentire l’utilizzo di apparati e macchinari pericolosi ai soli soggetti qualificati. Il trattamento può essere realizzato senza verifica preliminare e anche senza il consenso dell’utente.

FIRMA DOCUMENTI INFORMATICI

L’analisi dei dati biometrici associati all’apposizione a mano libera di una firma autografa potrà essere utilizzata per la firma elettronica avanzata. Questa modalità è però consentita, in ambito privato (imprese e professionisti) solo con il consenso degli interessati. Il consenso non è necessario, invece, in ambito pubblico, se devono essere perseguite specifiche finalità istituzionali. Dovranno comunque essere resi disponibili sistemi alternativi (cartacei o digitali) di sottoscrizione, che non comportino l’utilizzo di dati biometrici. Anche qui la verifica preliminare non serve.

SCOPI FACILITATIVI

L’impronta digitale e la topografia della mano potranno essere utilizzate anche per consentire l’accesso fisico di utenti ad aree fisiche in ambito pubblico (per esempio, biblioteche) o privato (per esempio aree aeroportuali riservate). Anche in questo caso l’utilizzo è consentito senza verifica preliminare, ma solo con il consenso degli interessati. Dovranno comunque essere previste modalità alternative per l’erogazione del servizio per chi rifiuta di far utilizzare i propri dati biometrici.

METTERSI IN REGOLA

Chi ha già cominciato un trattamento di dati biometrici senza avere richiesto una verifica preliminare, ma rientra nei casi di esonero ha 180 giorni di tempo per mettersi in regola; se non rientra nei casi di esonero, deve sospendere il trattamento. Chi ha chiesto una verifica preliminare e il procedimento è pendente, se si rientra nei casi di esonero, deve comunicare entro 30 giorni di conformarsi alle prescrizioni del provvedimento generale.

NOTIFICA VIOLAZIONI

Chi tratta dati biometrici ha l’obbligo di comunicare al garante il verificarsi di violazioni dei dati (data breach) o incidenti informatici (accessi abusivi, azione di malware). Il provvedimento in esame prescrive che entro 24 ore dalla conoscenza del fatto i titolari comunicano al garante, usando un modello predisposto allegato al provvedimento stesso.

ALTRI CASI

Sono esclusi dalle modalità semplificate individuate nel provvedimento del garante i trattamenti che prevedono la realizzazione di archivi biometrici centralizzati, per i quali continuerà ad essere obbligatorio richiedere una verifica preliminare. Rimane in vigore anche l’obbligo di notificazione al garante per i trattamenti non esplicitamente esclusi dal provvedimento, come quelli effettuati da esercenti le professioni sanitarie e da avvocati.

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