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Bilancio Ue, Italia e Francia contro i tagli

BRUXELLES — Tagli per ottanta miliardi all’anno nel bilancio Ue: è questa la proposta di compromesso presentata ieri dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, nella speranza di trovare una base di accordo che consenta lo svolgimento del vertice straordinario dei capi di governo il 22 e 23 novembre prossimi. I leader europei devono mettersi d’accordo sulle prospettive finanziarie per il periodo 2014-2020, definendo quale sarà il tetto massimo di spesa del bilancio Ue e delle principali voci per i prossimi sette anni. Ma le posizioni sono per ora lontanissime. E la bozza presentata da Van Rompuy non sembra contribuire a riavvicinarle.
La Commissione aveva presentato una proposta per un bilancio annuo di 1.033 miliardi, pari all’1,05% del Pil europeo. Ma si è scontrata con la pretesa dei Paesi nordici di drastici tagli agli investimenti. La Gran Bretagna chiede una riduzione di almeno 200 miliardi e minaccia di mettere il veto se non la otterrà. La Germania, l’Olanda e la Svezia vogliono tagli per almeno 130 miliardi. E tutti e quattro i Paesi pretendono di mantenere il sistema vigente che prevede proprio a loro vantaggio la restituzione di una parte del contributo che versano nelle casse comunitarie. L’Italia, proprio grazie al sistema delle restituzioni e al pessimo accordo negoziato a suo tempo dal governo Berlusconi, si trova oggi ad essere tra i principali contributori netti al bilancio Ue, anche se il nostro governo per ora si astiene dal pretendere tagli draconiani come fanno gli altri. E la bozza di Van Rompuy non sembra destinata a migliorare la nostra posizione contributiva.
«Si tratta di un passo indietro, che rende ancora più difficile l’accordo », ha commentato il rappresentante italiano presso l’Unione, Ferdinando Nelli-Feroci, che sta negoziando la preparazione del vertice. De circa ottanta miliardi di tagli proposti, una trentina riguarderebbero il fondo di coesione, che finanzia le regioni più povere, e circa 25 miliardi verrebbero tagliati dalle spese agricole. Il sistema proposto da Van Rompuy manterrebbe inoltre intatto il meccanismo delle restituzioni a favore di Gran Bretagna, Germania, Svezia e Olanda. Sul fronte delle entrate, la bozza presentata ieri prevede di destinare al bilancio Ue sia una quota dell’Iva, sia due terzi dei proventi della tassa sulle transazioni finanziarie per quei Paesi che decideranno di adottarla. Oltre all’Italia e alla Commissione europea, che hanno accolto la proposta con molte critiche, anche la Francia si è detta contraria e ha minacciato di mettere il veto per preservare il bilancio della politica agricola. Pure la Svezia ha bocciato il progetto, ma perché considera i tagli non ancora sufficienti.

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