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Bilancio statale più trasparente

Il bilancio dello stato sarà più trasparente e veritiero, visto che sarà valorizzata la contabilizzazione per cassa che renderà immediatamente comprensibile il momento in cui le risorse sono state effettivamente incassate ed erogate. Le fasi dell’impegno di spesa e dell’accertamento di entrata saranno sempre più vicine a quelle del pagamento e della riscossione.

Ciò consentirà di «migliorare la previsione e la gestione degli andamenti di finanza pubblica» arginando il fenomeno della formazione dei residui attivi e passivi. Il bilancio dello stato cambia pelle non solo dal punto di vista della gestione dei conti, ma anche nella sua struttura. Con una maggiore attenzione alle spending review che sarà anticipata a fine maggio (entro il 31/5 di ogni anno palazzo Chigi metterà nero su bianco i risparmi di spesa programmati dai singoli dicasteri) in modo da lasciare un congruo margine di tempo per apportare eventuali correzioni all’interno della legge di stabilità, destinata anch’essa a cambiare pelle e a confluire in un unico documento assieme alla legge di bilancio. Le novità sono contenute in due decreti legislativi (recanti attuazione, rispettivamente, degli articoli 40 e 42, della legge 31 dicembre 2009, n. 196) approvati in via definitiva dal consiglio dei ministri di ieri. Si completa dunque il primo tassello della riforma della contabilità pubblica a cui si aggiungerà il disegno di legge per la modifica della legge n.243/2012 sul pareggio di bilancio che ha iniziato l’iter al senato dove dovrà essere approvato a maggioranza qualificata. Un compito non facile da realizzare in tempi brevi, visto che c’è in gioco la futura programmazione di regioni ed enti locali (dal 1° gennaio dell’anno prossimo la legge 243 imporrebbe agli enti il rispetto di ben otto saldi di bilancio tra preventivo e rendiconto, vincolando sia la competenza che la cassa).

Spending review permanente. Rispetto alla versione approvata in via preliminare il 10 febbraio scorso dal consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 12/2/2016) che restava sul vago su quali fossero gli «obiettivi di spesa» ministeriali da sancire, ogni anno, entro il 31 maggio, con dpcm su proposta del ministero dell’economia, il testo definitivo parla espressamente di «risparmi da conseguire o di risorse da impiegare» e inquadra la programmazione finanziaria dei ministeri «nell’ambito del contributo dello stato alla definizione della manovra di finanza pubblica». Sulla base di quanto scritto nel Def e in particolare nel cronoprogramma delle riforme allegato al Documento di economia e finanza, gli obiettivi di spesa dovranno essere definiti entro il 31 maggio, senza aspettare la presentazione della legge di bilancio. Come detto, questo rilevante anticipo consentirà ai ministeri di disporre di «un sufficiente margine di tempo per definire la loro proposta di bilancio e le misure correttive alla legislazione vigente da adottare».

Per conseguire questo obiettivo, però, ci sarà bisogno di un monitoraggio costante, onde evitare, come spesso accade, che la spending review resti lettera morta. Si prevede, quindi, una concertazione obbligatoria tra il ministero dell’economia e ciascun ministero di spesa sugli interventi amministrativi e legislativi più rilevanti disposti dalla manovra. Questa concertazione partorirà una serie di decreti interministeriali (da varare entro il 1° marzo di ogni anno) che dovranno definire modalità e termini per il monitoraggio del conseguimento degli obiettivi di spesa.

Gli altri provvedimenti. Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato di aver attribuito al ministro per le riforme Maria Elena Boschi anche la delega sulle pari opportunità e le adozioni internazionali. Inoltre, in sostituzione di Carlo Calenda, che ha giurato ieri come ministro per lo sviluppo economico è stato designato quale nuovo capo della rappresentanza italiana a Bruxelles Maurizio Massari, fino ad oggi ambasciatore italiano al Cairo. Il suo posto in Egitto sarà preso dall’ambasciatore Giampaolo Cantini.

Il cdm ha inoltre approvato un dlgs recante norme di attuazione dello Statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di contratti pubblici e tre dlgs recanti attuazione delle decisioni quadro Ue su procedimento penale e casellario giudiziale. Disco verde anche a un ddl di ratifica della Convenzione tra Italia e Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.

Francesco Cerisano

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