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Bilanci Unipol e ruolo Consob ai raggi X

L’inchiesta della Procura di Milano sulla fusione che ha portato alla nascita di UnipolSai comincia a entrare nel vivo. A quanto si è appreso ieri, il pm Luigi Orsi nei prossimi giorni affiderà a un pool di esperti il compito di analizzare il bilancio di Unipol prima della fusione con Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin. L’obbiettivo degli investigatori sarebbe quello di appurare se fossero corrette o meno le valutazioni messe nero su bianco nel progetto “Plinio” preparato da Ernst & Young nella primavera 2012 su incarico di Fonsai, e che assegnavano alla compagnia bolognese un patrimonio netto negativo. Valori molto lontani da quelli poi fissati dalle società e dagli advisor per arrivare ai termini di concambio. Ma la Procura vuole vederci chiaro anche sul ruolo giocato dalla Consob nella stessa operazione. Giovedì scorso la Guardia di Finanza ha fatto visita alla sede bolognese di UnipolSai e in quella di Roma della Commissione copiando gli hard disk di una sessantina di computer. Materiale che sarà analizzato attentamente dagli investigatori per verificare anche la dialettica tra i vari uffici della Consob sul delicato punto della valutazione del portafoglio di titoli strutturati dell’Unipol. L’ufficio Analisi quantitative della Consob guidato da Marcello Minenna ha infatti riscontrato «un differenziale negativo di “fair value” nel portafoglio strutturati rispetto ai valori comunicati da Unipol che si colloca tra i 592 e i 647 milioni di euro», scrive Orsi nel decreto di perquisizione. Le valutazioni di Minenna non sono però state accolte nella delibera sugli strutturati adottata il 13 dicembre 2013 dalla Consob. Tra l’altro l’ex commissario Consob Michele Pezzinga ha accusato il presidente Giuseppe Vegas di non aver fornito nel giugno 2013 all’Ivass gli esiti parziali dell’analisi del portafoglio strutturati di Unipol, allora «già altamente affidabili». Pezzinga ricorda inoltre che l’ufficio Analisi quantitative «insisteva affinchè l’analisi fosse condotta su un campione rappresentativo di titoli contenenti le maggiori criticità, già allora individuato » e non su tutti i 358 strutturati in pancia a Unipol e «fosse riproposta su altre scadenze più utili per le verifiche della Commissione», cioè al 30 settembre 2012, data rilevante per i concambi. Ma la volontà del direttore generale della Consob e del braccio destro di Vegas, Gaetano Caputi, era che si dovessero analizzare tutti i 358 derivati.

Questi elementi hanno portato Orsi a indagare per aggiotaggio Carlo Cimbri, Roberto Giay, Fabio Cerchiai e Vanes Galanti poiché «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso diffondevano notizie false sul valore del portafoglio titoli strutturati detenuti da Unipol». I documenti sotto esame sono il progetto di fusione approvato il 20 dicembre 2012, il comunicato stampa diffuso il 27 dicembre 2012, un altro comunicato del 24 aprile 2013, il prospetto informativo datato 9 ottobre 2013 e quello aggiornato del 24 dicembre 2013. La conclusione di Orsi è laconica: «Tutte condotte concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle società fondende e a manipolare il peso degli azionisti delle rispettive società nell’ambito della UnipolSai, oggetto della fusione».
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