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Bilanci più semplici per le Pmi

Con la direttiva 2013/34/Ue del 26 giugno 2013 vengono riviste le disposizioni a livello europeo sui bilanci di esercizio e bilanci consolidati. Oggi la materia è regolamentata nel Codice civile, così come emendato dal decreto legislativo 127/1991 che ha recepito le direttive CEE 78/660 e 83/349 sui conti annuali e i conti consolidati, entrambe abrogate dalla nuova direttiva.
Il testo comunitario, per rendere più trasparenti i rapporti commerciali tra imprese residenti in uno Stato Ue e soggetti residenti in uno Stato Ue diverso, nonché per tutelare i soci e i terzi, contiene regole comuni da applicare in campo europeo in materia di bilanci di esercizio. Tra i destinatari delle nuove disposizioni vi sono le società di capitali e le società di persone i cui soci diretti o indiretti siano imprese di capitali (e quindi con una limitazione della responsabilità altrimenti illimitata). In tema di bilancio di esercizio la Direttiva si occupa di delineare le regole di composizione, i principi generali di redazione, la valutazione delle immobilizzazioni, la composizione dello Stato patrimoniale e del Conto economico e le disposizioni relative a singole voci, il contenuto della Nota integrativa. Vengono previste semplificazioni e esenzioni a favore delle imprese di minori dimensioni e informazioni aggiuntive per quelle di medie e grandi e per gli enti di interesse pubblico.
Altro documento oggetto di regolamentazione è la Relazione sulla gestione degli amministratori della società. Per quanto riguarda i bilanci consolidati, la normativa comunitaria si preoccupa anzitutto di individuare i casi in cui vi sia l’obbligo di redazione del bilancio unico. Ciò ricorre quando un’impresa (madre) ha la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa (figlia); ha il diritto di nomina/revoca della maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo di un’altra impresa (figlia) ed è allo stesso tempo azionista o socio di tale impresa; ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’impresa (figlia), di cui è azionista o socio in virtù di un contratto stipulato con tale impresa o di una clausola dello statuto di questa, quando il diritto da cui è regolata l’impresa figlia permette che la stessa sia soggetta a tali contratti o clausole; è azionista o socio di un’impresa e la maggioranza degli amministratori è stata nominata su voto della stessa impresa o in base ad un accordo con altri azionisti dell’impresa figlia, la società madre controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto. Sono inoltre contemplate le esenzioni dall’obbligo di consolidamento per i “piccoli gruppi” e (in via facoltativa) i gruppi di dimensioni medie e le modalità di redazione del bilancio unico, della nota integrativa e della relazione sulla gestione consolidate. Importante l’obbligo generale di pubblicazione contenuto nella Direttiva che impone agli Stati membri di assicurare che, entro un termine massimo di 12 mesi dopo la chiusura del bilancio (anche consolidato), le imprese pubblichino il bilancio di esercizio regolarmente approvato e la relazione sulla gestione, nonché il giudizio del revisore nei modi prescritti dalla legislazione di ciascuno Stato membro conformemente alle disposizioni comunitarie. Anche in questo caso possono essere previste delle semplificazioni per le “piccole imprese”. Infine viene previsto che gli Stati membri assicurino che i bilanci degli enti di interesse pubblico (le imprese i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno Stato Ue; enti creditizi; imprese di assicurazione; imprese designate dagli Stati membri come tali) e delle imprese medie e grandi siano sottoposti a revisione legale da parte di uno o più revisori abilitati dagli Stati membri ad effettuare la revisione legale dei conti sulla base della Direttiva 2006/43/CE. I revisori devono essere in questi casi chiamati a esprimere un giudizio se la relazione sulla gestione sia coerente con il bilancio dello stesso esercizio e se la relazione sulla gestione sia stata preparata in conformità dei requisiti di legge applicabili. Essi dichiarano inoltre se, in base a ciò che hanno conosciuto e compreso dell’impresa e relativo contesto nel corso della revisione, hanno individuato rilevanti dichiarazioni errate nella relazione sulla gestione e forniscono un’indicazione sulla natura di tali dichiarazioni errate.
Entro il 20 luglio 2015 anche l’Italia dovrà recepire le nuove regole in materia di bilanci di società contenute nella Direttiva 2013/34/UE del 26 giugno 2013.

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