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Bilanci più dettagliati nelle quotate

La direttiva 2013/34 del 26 giugno 2013 rivede le disposizioni europee su bilanci di esercizio e bilanci consolidati, oggi regolati dal Dlgs 127/1991. La nuova direttiva, per rendere più trasparenti i rapporti commerciali tra imprese residenti in uno Stato Ue e i soggetti residenti in un altro Paese Ue e per meglio tutelare soci e terzi, contiene regole e princìpi comuni.
Tra i destinatari ci sono le società di capitali e quelle di persone i cui soci diretti o indiretti siano imprese di capitali (e quindi con limitazione della responsabilità altrimenti illimitata).
Sul bilancio di esercizio, la direttiva delinea regole di composizione, princìpi generali di redazione, valutazione delle immobilizzazioni, composizione dello stato patrimoniale e del conto economico, disposizioni per singole voci e contenuto della nota integrativa. Previste semplificazioni ed esenzioni per le imprese minori e informazioni aggiuntive per quelle medie e grandi e per gli enti di interesse pubblico.
Per la relazione sulla gestione degli amministratori, la direttiva indica contenuto e finalità.
Per i bilanci consolidati, la norma individua anzitutto i casi in cui c’è obbligo di redazione del bilancio unico:
quando un’impresa (madre) ha la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra (impresa figlia);
quando ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo di un’altra ed è azionista o socio di tale impresa;
quando l’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’impresa di cui è azionista o socio in virtù di un contratto o di una clausola dello statuto di questa, quando il diritto da cui è regolata l’impresa figlia permette che essa sia soggetta a tali contratti o clausole;
quando l’impresa è azionista o socio di un’impresa e la maggioranza degli amministratori è stata nominata su voto della stessa impresa o in base a un accordo con altri azionisti dell’impresa figlia, la società madre controlla da sola la maggioranza dei voti.
Sono esenti dall’obbligo di consolidamento i piccoli gruppi e (in via facoltativa) i gruppi di dimensioni medie.
Importante è l’obbligo generale di pubblicazione: la direttiva che impone agli Stati membri di assicurare che, entro 12 mesi dopo la chiusura del bilancio (anche consolidato), le imprese pubblichino il bilancio di esercizio approvato e la relazione sulla gestione e il giudizio del revisore.
Anche in questo caso possono essere previste semplificazioni per le piccole imprese (totale dello stato patrimoniale fino a 4 milioni di euro). Infine viene previsto che gli Stati membri assicurino che i bilanci degli enti di interesse pubblico (imprese i cui valori mobiliari sono ammessi in un mercato regolamentato di uno Stato Ue; enti creditizi; assicurazioni; imprese designate dagli Stati membri come tali) e delle imprese medie e grandi siano sottoposti a revisione legale da parte di uno o più revisori abilitati in base alla direttiva 2006/4.
I revisori, in questi casi, devono essere in grado di giudicare se la relazione sulla gestione sia coerente col bilancio dello stesso esercizio e sia stata preparata in conformità dei requisiti di legge applicabili. I revisori dichiarano inoltre se, in base a ciò che hanno conosciuto e compreso dell’impresa e del suo contesto nel corso della revisione, hanno individuato rilevanti dichiarazioni errate nella relazione di gestione e ne indicano la natura. La direttiva modifica anche il contenuto della relazione del revisore.
Entro il 20 luglio 2015 anche l’Italia dovrà recepire le nuove regole sui bilanci di società contenute nella direttiva 2013/34.

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