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Bilanci, invalidità al setaccio

Dati di bilancio poco chiari e precisi. Omesso rispetto del principio di veridicità e conseguente esposizione di dati contabili non rappresentativi della situazione reale. Mancato rispetto dei termini di deposito del progetto di bilancio prima della convocazione dell’assemblea dei soci. Sono queste le tre principali condizioni che possono legittimare la richiesta di invalidità della delibera di approvazione del bilancio. La questione è rilevante giacché può riguardare tutte le società che, entro lo scorso 30 aprile o (al massimo) entro lo scorso 30 giugno, hanno convocato l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2013. Vediamo, dunque, quali sono le cause che possono legittimare una richiesta di nullità o di annullabilità della delibera, precisando però sin da ora che solo le violazioni più gravi, contrarie a principi e norme imperative di legge e, come tali, ritenute insanabili comportano la nullità del bilancio. Quelle, invece, relative a norme procedurali comportano soltanto l’eventuale pronuncia di annullabilità.
La nullità
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità, la delibera assembleare è nulla qualora approvi un bilancio che violi le norme che ne disciplinano la redazione. In particolare, la delibera di approvazione è nulla (e, conseguentemente anche il bilancio) se è redatto in violazione anche di uno solo dei principi di verità, correttezza e chiarezza così da non rappresentare la reale situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società (Cassazione, Sezioni unite penali, n. 27/2000). Inoltre, il bilancio è nullo anche nel caso in cui non sia possibile desumere tutte le informazioni che vanno fornite per legge per ciascuna delle singole poste iscritte, a prescindere dalla eventuale differenza tra la consistenza patrimoniale della società e il risultato esposto in bilancio (Cassazione civile, n. 4874/ 2006).
L’annullabilità
Sono invece considerate cause di annullabilità della delibera di approvazione del bilancio le eventuali violazioni di norme procedurali. Così, ad esempio, una situazione di annullabilità si potrebbe verificare in caso di mancato deposito presso la sede della società del progetto di bilancio (unitamente agli altri documenti di accompagnamento, quali la relazione di gestione, e le relazioni del collegio sindacale e del revisore legale incaricato del controllo contabile) nei 15 giorni che precedono la data di convocazione dell’assemblea. Un simile inadempimento, infatti, potrebbe compromettere il diritto di informazione e di esame dei soci.
Impugnazione e gli effetti
In base agli articoli 2379 e 2434-bis Codice civile, la delibera di approvazione di un bilancio redatto in violazione delle prescrizioni di legge è affetta da invalidità e va impugnata prima che venga approvato il bilancio dell’esercizio successivo. Trascorso, dunque, questo termine, la stabilità della delibera non può più essere messa in discussione, a prescindere dal tipo di norma violata. Se il vizio del bilancio precedente si è trasmesso al bilancio successivo, l’impugnativa è proponibile nei confronti della nuova delibera. Tuttavia, se il nuovo bilancio, per forma e contenuto, non dovesse presentare più i vizi ravvisati in quello precedente, neanche la delibera di approvazione del bilancio corretto sarà più censurabile.
Il bilancio dell’esercizio nel corso del quale viene dichiarata l’invalidità deve tener conto della pronuncia (articolo 2434 bis). Tuttavia, in caso di pronuncia di invalidità del bilancio passata in giudicato, gli amministratori hanno l’ulteriore obbligo di adeguare, sotto la propria responsabilità, il bilancio dichiarato invalido, rappresentando in maniera corretta e chiara la reale situazione finanziaria della società e l’effettivo risultato economico, nonché di ripristinare i diritti societari del socio che siano stati lesi (Tribunale Milano, sentenza 14 febbario 2011).

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