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Bilanci e derivati, caccia ai documenti

La correlazione con l’operazione «coperta» deve essere stretta e adeguatamente certificata
Strumenti finanziari derivati nei bilanci delle imprese al test dei requisiti sostanziali e formali.
Il decreto legislativo 139/15 ha infatti regolamentato la rilevazione e valutazione nei bilanci degli strumenti finanziari derivati. L’articolo 2426, comma 11-bis del Codice civile prevede la rilevazione in bilancio degli strumenti finanziari derivati e la loro valutazione al fair value a partire dal 1° gennaio 2016, anche per quelli in corso a tale data.
In particolare i derivati, anche se incorporati in altri strumenti finanziari, sono iscritti al fair value con imputazione delle variazioni nel conto economico, oppure direttamente in una riserva positiva o negativa di patrimonio netto in caso di copertura del rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un’operazione programmata: successivamente, la riserva è imputata nel conto economico in base alle modalità dell’operazione in modo tale che utili e perdite maturati sullo strumento derivato sterilizzino le oscillazioni di valore dell’elemento oggetto di copertura.
Sostanziale e documentale
Si considera sussistente la copertura in presenza di stretta e documentata correlazione tra le caratteristiche dello strumento o dell’operazione coperti e quelle dello strumento di copertura. Infatti, l’articolo 2426, comma 11-bis, richiede per la sussistenza della relazione di copertura l’esistenza, fin dall’inizio, di due requisiti riferiti alla correlazione tra elemento coperto e strumento di copertura: il primo “sostanziale”, relativo alla “stretta correlazione”, il secondo “formale”, relativo alla “documentata correlazione”.
In base al requisito “sostanziale” la copertura è efficace se il valore dello strumento di copertura varia al variare, in relazione al rischio oggetto della copertura, nella direzione opposta di quello dell’elemento coperto: in sostanza, lo strumento di copertura deve essere in grado di ridurre il rischio coperto.
In molte società, che sino ad ora hanno stipulato contratti finanziari derivati per la copertura dei rischi d’interesse, cambio, prezzo o credito, è presente il requisito “sostanziale”, ma non quello “formale-documentale”, in assenza del quale il derivato non può essere considerato di copertura; questo anche ai fini fiscali.
Il principio contabile Oic 32 precisa che all’inizio della relazione di copertura deve esistere una designazione e una documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell’effettuare la copertura. La documentazione deve includere l’individuazione dello strumento di copertura, dell’elemento coperto, della natura del rischio coperto e di come la società valuterà se la relazione di copertura soddisfi i requisiti di efficacia della copertura, compresa l’analisi delle fonti di inefficacia della copertura e di come questa determina il rapporto di copertura.
Gli esempi illustrativi presentano un esempio di documentazione per una relazione di copertura del rischio di cambio sulla base delle previsioni di budget (Esempio 23).
L’esempio contiene, nella parte iniziale, l’informazione di carattere generale che rimanda alla strategia e alle politiche aziendali: è richiamata la policy aziendale di gestione dei rischi approvata dall’organo amministrativo con gli estremi della stessa (data della riunione, ecc.).
Successivamente, la documentazione identifica e descrive l’elemento coperto, lo strumento di copertura e la relazione economica degli stessi.
La relazione economica, illustrata tramite l’analisi qualitativa e quantitativa, è seguita dall’eventuale individuazione del rischio di controparte (che generalmente non dovrebbe essere presente), dal rapporto di copertura e dall’analisi delle principali potenziali cause di inefficacia della relazione di copertura. La documentazione si chiude con la sezione relativa al monitoraggio periodico della relazione di copertura.
La documentazione deve sussistere anche nel caso di “coperture semplici” ma, in questo caso, è richiesta solo l’analisi qualitativa della relazione di copertura (non quella quantitativa) e non devono essere documentati il rapporto di copertura e le potenziali cause di inefficacia della stessa.
L’assenza di documentazione
In mancanza della documentazione gli strumenti finanziari derivati non possono essere considerati di copertura e, pertanto, le variazioni di fair value del derivato sono contabilizzate nel conto economico mentre la valutazione dello strumento o dell’operazione coperta seguirà le normali regole contabili relative agli stessi.
Questo significa che per le coperture di flussi finanziari, che sono quelle maggiormente utilizzate, il risultato del conto economico sarà soggetto alle variazioni di fair value, determinando così un risultato più volatile: per esempio, nel caso di un debito finanziario, mancando la correlazione, per competenza, tra variazioni del derivato e variazioni del tasso di interesse rilevato nel conto economico. Invece, per le coperture di fair value si determinano minori conseguenze perché gli effetti sono comunque rilevati nel conto economico. Tuttavia, anche per questi derivati si possono verificare situazioni sfavorevoli: per esempio, variazione positiva di fair value del magazzino e negativa del derivato, perché la prima non rileva, mentre la seconda è imputata nel conto economico. L’ipotesi contraria, invece, meno invasiva, impone di svalutare il magazzino e consente di tenere conto della variazione positiva del fair value del derivato.

Franco Roscini Vitali

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