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Big pubbliche, 3 miliardi di utili in sei mesi

Semestre tonico per le partecipate pubbliche, con 3,5 miliardi di profitti complessivi (esclusa Eni che darà i risultati oggi). Tanto che da Enel, Fincantieri, Leonardo, Snam e Terna arriva la conferma dei target 2021 con numeri sostenuti.

Questo sebbene il colosso energetico continui ad accusare l’impatto della pandemia su generazione termoelettrica e sul trading di energia. L’effetto sui ricavi è un calo del 10,6% (29,8 miliardi), che sale al 25% considerando anche la flessione del 2020 dopo il primo lockdown, con un decremento di 10 miliardi sui livelli pre-Covid. In flessione del 4,9% l’ebitda ordinario (8,3 miliardi), sul quale pesa anche la modifica dello sconto energia in Spagna. A compensare il calo ci sono la perfomance di Enel X, in forte crescita da inizio anno, e l’indennizzo per i diritti di emissione di C02 assegnato in Spagna. Il risultato netto ordinario è di 2,29 miliardi (-4,4%), l’utile netto è 1,778 miliardi. Il debito sale dell’11%, da 45 a 50 miliardi. Corrono gli investimenti, a 4,8 miliardi (+16,3%).

Il semestre porta in dote a Fincantieri il ritorno all’utile di 7 milioni (contro il “rosso” di 137 milioni del 2020, mentre il dato rettificato è di 49 milioni a fronte della perdita di 29 milioni del 1° semestre 2020), su cui pesano 51 milioni di oneri per amianto e Covid-19. Salgono i ricavi che segnano un progresso del 28%, a 3 miliardi, e l’ebitda a 219 milioni (+84%) con l’ebitda margin a 7,2% (5% nello stesso periodo del 2020). Crescono gli investimenti a 160 milioni (+31%), a sostegno del posizionamento del gruppo nella cantieristica navale, civile e militare.

Lo sforzo sugli investimenti caratterizza anche la performance di Snam e Terna: +23,9% per la prima, a 566 milioni (di cui +22,5% relativi al core business, con la conferma, per gli asset regolati, dell’asticella del piano investimenti annunciata per il 2021); +40,6% per la seconda, a 601,9 milioni (con un livello che, nel 2° trimestre, ha superato i 360 milioni, «il più alto nella storia del gruppo per questo periodo dell’anno»). Per Terna, poi, l’utile netto è pari a 384,6 milioni (+1,9%), l’ebitda a 910,5 milioni (+3,9%) e i ricavi a 1,25 miliardi (+6,4%). Con il debito che si attesta a 9,7 miliardi (a fronte dei 9,17 miliardi di fine 2020). Snam chiude con un utile netto adjusted di 635 milioni (+9,9%), ebitda a 1,16 miliardi (+5,1%) e ricavi a 1,5 miliardi (+13,4%), mentre l’indebitamento passa dai 12,8 miliardi di fine 2020 a 14,1 miliardi.

Leonardo-Finmeccanica ha risultati migliori del 2020, ma peggiori del periodo pre-Covid. Ordini pari a 6,68 miliardi (+9,5%), ricavi pari a 6,34 miliardi (+7,9%), margine Ebita a 400 milioni (+37%). Nel 2019 era 487 milioni. L’utile netto di competenza è migliorato da 59 a 176 milioni, mentre era 349 milioni nel semestre 2019. L’indebitamento finanziario netto a giugno era 4.613 milioni. Si sono aggravati i problemi delle aerostrutture, -35,5% i ricavi a 305 milioni, l’Ebita è peggiorato da -12 milioni a -82 milioni. Migliorato l’Ebita dello spazio, da -10 a 23 milioni.

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