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I big dei pagamenti pronti a scaricare Libra

Facebook è tra le azioni che ieri hanno guidato il forte calo dei titoli tech a Wall Street. Non solo per i timori della crisi o dell’impeachment. Ma per le indiscrezioni su Libra, il progetto di moneta digitale del social network più diffuso al mondo, che rischia di perdere pezzi per strada già prima di nascere.

Visa, Mastercard, PayPal e Stripe, quattro delle società finanziarie che hanno firmato la lettera di intenti che ha dato vita al progetto, sarebbero indecise sul da farsi e stanno valutando se aderire all’atto formale di fondazione dell’associazione chiamata a gestire la moneta digitale.

Le quattro società finanziarie vogliono mantenere relazioni positive con le autorità regolatrici che hanno espresso riserve sul progetto. La frenata sarebbe maturata dopo che il Dipartimento al Tesoro ha inviato una lettera ai quattro big dei pagamenti elettronici per chiedere informazioni sui programmi di lotta al riciclaggio e su come pensano di integrare Libra nei rispettivi circuiti. Alcuni ministri delle finanze europei inoltre hanno espresso riserve sul progetto Libra con la minaccia di vietarla nei rispettivi paesi. La responsabile dell’Antitrust Ue Margrethe Vestager in via preliminare ha messo sotto esame il progetto Libra per il rischio che «possa portare alla creazione di una economia separata».

Il 14 di ottobre a Ginevra, città scelta come sede dell’associazione non profit, verrà chiesto ai 28 membri fondatori di Libra di confermare il loro impegno nel progetto della moneta digitale targata Mark Zuckerberg. Un passaggio che comporterà il pagamento di un contributo associativo di 10 milioni di dollari. Per facilitare le adesioni ci sarebbe la disponibilità a concedere più tempo per il pagamento dei 10 milioni, che non sarebbe dunque più immediato. Una politica dei piccoli passi per superare le molte riserve, le indecisioni e le possibili defezioni.

Un portavoce di Stripe ha fatto sapere che «niente è cambiato nel nostro coinvolgimento a Libra». Non hanno voluto rilasciare commenti sulle indiscrezioni Facebook, Visa, Mastercard, PayPal e l’associazione Libra.

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