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Besseghini “Aiutare le imprese in difficoltà non sarà semplice”

I prezzi dell’energia sono in calo «ma tutto dipenderà da quanto fredda sarà la primavera». Aiutare le imprese in difficoltà «è un provvedimento che si può studiare ma difficile valutare caso per caso». Il ritorno del nucleare? «Francamente ha poco senso». Stefano Besseghini, presidente di Arera – l’authority che sovrintende al mercato dell’energia – è tra i “consulenti” che il governo ascolta con più attenzione sul tema. Presidente, quando cominceranno a scendere i prezzi dell’energia? «Con la primavera. Qualche segnale già lo si vede dall’andamento dei prezzi all’ingrosso. Ma è presto per capire quanto potrebbe essere ampio il calo. Inoltre, sarebbe più facile fare previsioni se il mercato fosse un po’ più stabile. Ma non è così: a metà dicembre siamo arrivati a un passo dai 140 euro a megawattora, record storico per il gas, mentre ora siamo appena sopra i 70 euro. Dipenderà da quanto farà freddo: l’anno scorso abbiamo avuto una primavera tardiva con temperature basse fino ad aprile. Per questo è ancora presto per poter dire che è passata la nottata». Nel frattempo che fare? Draghi sostiene che operatori che hanno avuto guadagni extra dovrebbero dare il loro contributo? «Può essere un’idea, ma bisogna farlo con grande attenzione. Chi dispone di energia idroelettrica non ha avuto i costi per l’approvvigionamento del gas. Ma è difficile che non abbia venduto l’energia a un prezzo prefissato: bisognerebbe sapere quando sono stati stipulati, se ci ha guadagnato e quanto. Durante una recente audizione in Parlamento abbiamo segnalato come una parte di operatori delle rinnovabili, oltre al prezzo a cui vendono l’energia, ricevano anche un favorevole incentivo ulteriore. Il ministro Cingolani ha parlato anche di cartolarizzazione degli incentivi, che sono la parte più considerevole degli oneri di sistema che paghiamo in bolletta. Oppure ancora si potrebbe proporre di allungare i tempi in cui vengono pagati a un prezzo sempre remunerativo, ma più basso. Ma si tratta di proposte che sono valide per il medio periodo, non ci danno risposte per le bollette del prossimo trimestre». A breve cosa si può fare? «Il tema riguarda le imprese, perché le famiglie più vulnerabili sono tutelate con il bonus e con gli interventi decisi dal governo prima di Natale che hanno sterilizzato parte degli aumenti. Inoltre è stata introdotta anche la possibilità di rateizzare il costo della bolletta. Il tema è come intervenire a favore delle imprese, in particolare le energivore, e come stabilire chi ha effettivamente sofferto per l’aumento dei costi. Mi spiego: se una azienda ha sottoscritto contratti di lungo periodo di fornitura prima dell’impennata dei prezzi, si è messa al riparo per tempo. Quindi nel caso concedessimo la possibilità di rateizzazione a tutte le imprese, avrebbe un vantaggio anche chi non è in sofferenza». Ha senso parlare di nuove centrali nucleari in Italia? «Francamente penso di no. Anche perché quante centrali devi costruire per sostituire le centrali a carbone da chiudere entro il 2025? Quanti anni ci vorrebbero? Inoltre, si fa troppa confusione: di quale nucleare stiamo parlando, di terza o quarta generazione o della ricerca sulla fusione? Penso che sarebbe meglio proseguire nella strada già tracciata: rinnovabili supportate da qui al 2050 dal gas, che sostituirà il carbone che esce di scena al 2025, presidiando invece la ricerca e sviluppo sulla evoluzione anche della tecnologia nucleare».

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