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Bernanke rassicura: tassi zero a lungo

di Giuseppe Sarcina

NEW YORK — Il ritorno dell’inflazione «preoccupa» e «va sorvegliato con attenzione» . Ma la ripresa dell’economia procede a un ritmo lento, anzi «moderato» . E quindi si va avanti così. Il tasso di interesse non si tocca: rimarrà fermo allo 0,25%ancora per diversi mesi. Certo, la prima conferenza stampa di Ben Bernanke non passerà alla storia come un evento spettacolare. Al contrario il presidente della Federal Reserve (la banca centrale americana) si è mantenuto su una linea di basso profilo, da tecnico al servizio del Paese, dribblando con cura le domande a più alta gradazione politica. Per esempio il giudizio dell’agenz i a S &P ’ s s u l l a sostenibilità del debito americano, che ha surriscaldato il confronto tra Obama e i repubblicani, è stato liquidato da Bernanke con una battuta, l’unica dell’incontro con la stampa di ieri a Washington: «S&P non ci ha detto nulla di nuovo. Nulla che non si potesse sapere leggendo i giornali. Siamo consapevoli da lungo tempo che il debito è una cosa seria per gli Stati Uniti. Perlomeno il rating sarà uno stimolo in più perché il problema venga affrontato al più presto nel Congresso» . Il presidente della Fed, a conclusione del Consiglio durato due giorni, si è mosso su una prospettiva di «ragionevole» ottimismo, che si riflette nella tabella delle nuove previsioni. Alla fine dell’anno il prodotto interno lordo dovrebbe crescere fino al 3,3%(oggi è al 3,1%e a gennaio la Fed riteneva che sarebbe rimasto su questo livello). Il tasso di disoccupazione, ora all’ 8,8%, dovrebbe scendere di un nulla, all’ 8,7%. E infine l’inflazione. Negli ultimi tre mesi si è registrata una fiammata del 4%, che potrebbe tradursi a fine 2011 in un valore annuo pari al 2,8%. Crescita, lavoro, inflazione. La politica monetaria di Bernanke si muoverà entro questo perimetro, cercando il punto di equilibrio più avanzato. La crescita, innanzitutto. Non è ancora «stabile» e quindi bisogna continuare a sostenerla, mantenendo il tasso di interesse praticamente a livello zero. Ma ciò finora non è stato sufficiente. La Fed, allora, continuerà ad acquistare i buoni del Tesoro fino a giugno 2011, in modo da raggiungere un ammontare di spesa pari a 600 miliardi di dollari. Questo dovrebbe convincere gli investitori a spostarsi dalle comode rendite dei titoli di Stato verso le azioni del settore privato. «Abbiamo sempre detto che l’acquisto di buoni del Tesoro sarebbe stato solo un primo passo — ha detto Bernanke — e qualche risultato si è visto. I valori in Borsa sono cresciuti e il tasso di disoccupazione è sceso dal 10%, dove si trovava in agosto quando abbiamo cominciato, all’ 8,8%di oggi» . L’incognita resta quella dei prezzi. In particolare bisognerà vedere se l’aumento delle materie prime, a cominciare dal petrolio, si propagherà al resto del sistema economico. La Fed prevede che non sarà così. «Ma se le aspettative di inflazione rimarranno alte anche sul lungo periodo, dovremo rispondere» , ha concluso Bernanke. Solo a quel punto verrebbe aumentato il tasso di interesse.

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