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Bernabè: “Scorporo rete entro l’anno con metà dei dipendenti Telecom”

Metà dei dipendenti di Telecom Italia, vale a dire 22mila sui 44.606 addetti che operano a livello nazionale, è destinata a confluire nella società della rete di accesso che il gruppo conta di scorporare entro fine anno. Nel corso di un’audizione al Senato il presidente esecutivo di Telecom, Franco Bernabè ha illustrato i contorni dell’operazione, che creerà valore per il gli azionisti, ma non risolverà né il problema del debito, né quello del merito di credito del gruppo. «Non chiediamo né soldi pubblici né sconti sulle regole come taluno dei nostri concorrenti ha maliziosamente e immotivatamente argomentato – ha precisato Bernabè -. Al contrario lo scorporo assicura la fornitura di prodotti e servizi pienamente equivalenti, così da incentivare le dinamiche concorrenziali a beneficio dei consumatori in termini di scelta, qualità e prezzi».
La separazione e successiva vendita di una parte della rete non ridurrà i debiti, perché i proventi incassati saranno utilizzati per accelerare gli investimenti. A questo proposito la nuova società avrà «una quota del debito organico sostenibile». Secondo gli analisti questo significa che Telecom non potrà scaricherà sulla rete più di 6-7 miliardi di passività, perché il costo di un alto debito frenerebbe gli investimenti sulla fibra. Con la separazione Telecom vuole invece accelerare il processo di ammodernamento arrivando nel 2015 a coprire il 35% della popolazione (125 città e 26 comuni) con l’obiettivo al 2020 di coprire con una rete a 30 megabit al secondo tutta l’Italia, portando 100 megabit al 50% delle famiglie.
Secondo Bernabè, salvo intoppi, lo scorporo della rete d’accesso potrebbe essere operativo «entro fine anno» e per allora il gruppo dovrebbe riuscire a trovare un accordo per la vendita di una quota alla Cassa Depositi e Prestiti. Ma Telecom è pronta ad andare avanti anche senza la Cdp: «Se ci sono le condizioni di redditività – ha proseguito Bernabè – qualsiasi fondo è interessato, soprattutto infrastrutturale, anche perché la liquidità in giro c’è. Ma ci vogliono redditività e stabilità delle condizioni regolatorie, perché i fondi non vogliono incertezza». Per il presidente di Telecom lo scorporo segnerà una trasformazione epocale che «se avrà successo, concluderà una fase di consolidamento del gruppo e avvierà il rilancio che ci porterà a mantenere un ruolo di leadership nell’innovazione a livello internazionale ». Ma separare la rete dalla Telecom, potrebbe indebolire anche lagolden shareche incombe sul gruppo e aprire le porte verso un consolidamento. Il colosso Usa At&t si era avvicinato a Telecom nel 2007 insieme al magnate di America Movil CarlosSlim, ma poi sotto la moral suasion delle istituzioni, era prevalsa l’opzione di una cordata italiana insieme a Telefonica. Una volta separate la rete d’accesso edopo aver dato all’infrastruttura di una governance indipendente, sarebbe più facile per la Telecom prendere parte al consolidamento che è in atto in tutto ilmondo della telefonia. Nell’attesa ieri il titolo ha perso ancora il 2,7% scivolando a 0,53 euro, sotto il valore nominale delle azioni.
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