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Bernabè: La7? Dipende dal prezzo. Mediaset si ritira

MILANO — Mediaset si ritira dalla corsa per La7 ma a Piazza Affari l’attenzione sulla partita per la vendita della tv di Telecom Italia Media resta alta. Ieri le azioni della società che controlla l’emittente hanno guadagnato un altro 21,27% dopo il +13,5% accumulato lunedì sulla scia dell’interesse del Biscione. Ieri invece sono state le voci su Rupert Murdoch a scatenare Piazza Affari. NewsCorp, che a giugno aveva ricevuto l’invito a manifestare interesse, ha chiesto l’information memorandum e questo è stato interpretato come un primo passo per la presentazione di un’offerta. Su cui la holding di Murdoch starebbe in effetti ragionando, ma senza aver ancora sciolto le riserve sul prezzo e sui tempi del ritorno economico dell’investimento.
Anche la Consob sta tenendo sotto stretta osservazione i movimenti attorno alla partita per La7 e ha chiesto informazioni sulle procedure di vendita. Telecom Italia Media ha spiegato che dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse, entro lunedì 24 attende le offerte non vincolanti e «solo sulla scorta dell’analisi delle offerte ricevute saranno definiti i passi successivi e la relativa tempistica» per la vendita. Il presidente di Telecom, Franco Bernabè, ha intanto fissato i paletti. Il primo è sul valore dell’asset: «Non si vende a qualsiasi prezzo» ha affermato ieri il manager nel corso di un incontro a Torino. L’aspetto economico per Bernabè è tra l’altro solo uno degli elementi che verranno tenuti in considerazione: «Quando si vende c’è il prezzo che ha un ruolo determinante ma c’è anche il progetto industriale. Un progetto che smantellerebbe tutto, smantellerebbe anche il valore della società».
Dunque, per vendere, Telecom vuole garanzie. Si saprà lunedì se i potenziali compratori sono disposti a concederle. L’attesa è soprattutto per le decisioni di NewsCorp. Di certo Murdoch sta guardando con interesse al mercato italiano del digitale terrestre. Nei giorni scorsi è girata anche la voce di un possibile accordo con il gruppo Espresso, a cui fanno capo tre multiplex, che ieri ha smentito l’esistenza di colloqui.
Sul mercato qualcuno aveva messo in relazione l’apparizione di Mediaset sulla scena con le voci di interesse di Murdoch. Il Biscione però si è chiamato fuori. Anche in modo polemico. In una nota diffusa al termine della riunione del comitato esecutivo, convocato ieri a Cologno, la società guidata da Fedele Confalonieri «al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni e voci interessate prive di qualsiasi fondamento» ha spiegato che «già a luglio l’esame dei dati in nostro possesso ha ribadito l’orientamento che ha sempre sconsigliato alla nostra società qualsiasi impegno relativo agli asset in vendita del gruppo Telecom» e la posizione resta immutata. Mediaset ha quindi auspicato che l’operazione «prosegua con successo — e con nuove brillanti performance borsistiche — senza più utilizzare il nome della nostra società per creare visibilità e interesse intorno alla dismissione di un’attività in cerca di acquirenti che vanta risultati di bilancio da sempre negativi». In corsa per l’emittente di Telecom dovrebbero quindi esserci, secondo le indiscrezioni, Discovery Channel, Liberty Media, Rtl, Clessidra e 3Italia. In attesa di capire cosa farà Murdoch.
La cessione di La7 non è tuttavia l’unico dossier caldo sulla scrivania di Bernabè, dove è aperto da tempo anche quello sullo scorporo della rete. E ieri a Torino il manager ha fatto il punto anche su questo. «Penso che entro fine anno avremo tutti gli elementi per decidere se andare avanti o meno» con lo spin-off, ha spiegato Bernabè, aggiungendo che nel caso «sarebbe un progetto industriale non di tipo finanziario». Telecom ne sta parlando con la Cassa depositi e prestiti, ma sul suo coinvolgimento il presidente non si è voluto sbilanciare: «Parliamo con Cdp, ma ci sono anche fondi infrastrutturali che guardano a un progetto del genere». Una cosa è certa, «un eventuale scorporo avrebbe la nostra maggioranza assoluta» ha chiarito Bernabè: «Oggi — ha aggiunto — non possiamo assolutamente perdere il controllo della rete».

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