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Berna vuol fare piazza pulita

La Svizzera muove un primo passo verso la trasparenza. Il consiglio federale di Berna ha dato il via libera alla consultazione di cantoni, partiti politici e associazioni per valutare la possibilità di convertire in legge due progetti normativi che indirizzerebbero il paese nella direzione della conformità agli standard fiscali internazionali. Si tratta di attuare, da un lato, le raccomandazioni rivedute per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. D’altro lato, di impedire che intermediari finanziari operanti nel paese accettino capitali non tassati nei paesi di origine. «Per avere una piazza finanziaria di successo occorre impedire che si abusi del settore finanziario per scopi criminali», hanno ammesso i vertici del governo elvetico. «Questa è la ragione per cui attribuiamo una grande importanza al mantenimento di una piazza finanziaria integra. Negli ultimi decenni la Svizzera ha ampliato il suo dispositivo in questo settore e oggi la regolamentazione in materia di riciclaggio di denaro è già ampiamente compatibile con i nuovi standard del Gafi». Tuttavia, secondo l’esecutivo, sono necessari alcuni adeguamenti per rendere efficaci in Svizzera le raccomandazioni rivedute eliminando alcune lacune accertate in occasione dell’esame dei paesi condotto dal Gafi nel 2005. Nello specifico, il progetto di legge elaborato dal governo prevede l’introduzione dell’obbligo di comunicazione da parte dei titolari di azioni al portatore e di azioni nominative di società non quotate in borsa con lo scopo di aumentare la trasparenza delle persone giuridiche. A questo si aggiunga l’introduzione dell’obbligo di identificazione e di due diligence basati sul rischio per le relazioni d’affari con persone politicamente esposte in Svizzera e presso organizzazioni internazionali. Non solo. Il governo ha proposto di introdurre un nuovo reato preliminare al riciclaggio di denaro sotto forma di truffa fiscale qualificata nell’ambito delle imposte dirette ed estensione dell’attuale reato preliminare nell’ambito delle imposte indirette. Nel mirino di Berna sono entrati anche gli acquisti di beni immobili e mobili che in futuro potranno essere realizzati in contanti solamente fino a un importo massimo di 100 mila franchi. I pagamenti superiori a questa cifra dovranno essere effettuati esclusivamente attraverso un intermediario finanziario sottoposto alla legge sul riciclaggio di denaro. In parallelo alla consultazione sui nuovi interventi normativi improntati alla lotta contro il riciclaggio di denaro, il consiglio federale ha deciso di intervenire fissando obblighi di diligenza estesi per gli intermediari finanziari. La proposta di legge enuncia i principali comportamenti sinonimo di elevato rischio. Questi possono risiedere nel desiderio di maggiore discrezione del cliente o in investimenti che, senza motivazione ragionevole, sono effettuati in strutture complesse. Al contrario, la legge menziona anche i casi in cui l’intermediario finanziario può ritenere che il rischio sia minore, come quando tra il paese di domicilio del cliente e la Svizzera è stata conclusa una convenzione sull’imposizione alla fonte in ambito internazionale. E quando l’esame basato sui rischi dovesse far emergere un sospetto di mancanza di conformità sotto il profilo fiscale, gli intermediari finanziari saranno tenuti a rifiutarsi di accettare il denaro o i beni patrimoniali. «Nel caso in cui dovesse sorgere il fondato sospetto che i valori patrimoniali di un cliente esistente non sono in regola col fisco, l’intermediario finanziario dovrà richiedere al cliente di fornire entro un termine adeguato la prova della conformità sotto il profilo fiscale», hanno spiegato da Berna. «E se il cliente non dovesse riuscire a fornire la prova, allora l’intermediario dovrà sciogliere la relazione d’affari con il proprio cliente».

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