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A Berna il segreto bancario resta ben solido

La Svizzera tiene ben fermo il segreto bancario. Dopo la decisione definitiva del Consiglio federale di rinunciare alla revisione del diritto penale tributario a dicembre, non si voterà più sulla proposta di modifica costituzionale che avrebbe dovuto introdurre una tutela costituzionale della privacy.

La modifica della costituzione era stata avanzata a seguito di un progetto di Eveline Widmer-Schlumpf, allora ministra delle finanze, che avrebbe consentito ai cantoni di esigere dalle banche informazioni anche in caso di contravvenzione fiscale e non soltanto di frode.

«Con la rinuncia definitiva da parte del parlamento alla revisione del diritto penale tributario, l’obiettivo principale è stato raggiunto e una votazione popolare sarebbe superflua», hanno indicato i portatori dell’iniziativa denominata Sì alla protezione della sfera privata. «Dopo l’introduzione dello scambio automatico di informazioni fiscali con l’estero, una applicazione anche all’interno del paese sarebbe stato un passo eccessivo contro il segreto bancario», ha dichiarato alla stampa il presidente del comitato d’iniziativa Gehrard Pfister.

Matteo Rizzi

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