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Berlusconi: rimborso Imu e condono tombale Monti: promesse da usura

«E poi che altro?». Reagisce con la consueta pacatezza Mario Monti quando l’avvisano che dopo la cancellazione dell’Irap in cinque anni e l’abolizione e restituzione dell’Imu annunciate domenica, Silvio Berlusconi ha promesso anche un condono tombale. «Sarei assolutamente d’accordo» a un condono fiscale tombale e «se ci fosse la maggioranza dovremmo farlo». Queste sono le parole del Cavaliere dopo la proposta choc sull’Imu che ha portato perfino l’algido Monti ad alzare i toni contro di lui: «Se vogliamo è un voto di scambio ma anche un tentativo simpatico di corruzione: io ti compro il voto con dei soldi e i soldi sono dei cittadini». Un’accusa di corruzione che non è andata giù all’ex premier che in serata si aggrega alla richiesta di dimissioni da senatore a vita già lanciata da Angelino Alfano. Dall’altro lato Pierluigi Bersani sceglie di prendere le distanze dal “suk” di offerte elettorali di Berlusconi. «La differenza tra me e lui è molto semplice: io dico mai più un condono». E ribadisce che il problema in Italia è «la fedeltà fiscale». Mentre Giulio Tremonti boccia l’ipotesi di restituzione dell’Imu: «Mi sembra ci siano oggettivamente problemi di bilancio pubblico». E l’ipotesi, ventilata dal Cavaliere, di trovare la copertura dell’operazione da un accordo con la Svizzera trova il no di Bersani: «L’accordo sui capitali con la Svizzera alle condizioni di cui si parla adesso non lo firmerei perché ci porterebbe la Svizzera in casa».
C’è da dire che al duello di giornata tutto gestito da Monti-Berlusconi ha contribuito anche l’opinione di autorevoli quotidiani anglosassoni come il Financial Times e il Wall Street Journal, che sui loro siti internet hanno lanciato l’allarme-Cavaliere (si veda l’articolo a pagina 3). E, a complicare la giornata, c’è stato il crollo della Borsa e non solo dei titoli italiani, con uno spread che ha ritrovato la salita. Un’ipotesi che aveva paventato proprio Monti in mattinata parlando degli scenari post-voto e del fatto che opzioni di governo poco rigorose (come quelle berlusconiane di riduzione delle tasse) potessero «increspare lo spread». L’altra bordata il premier l’ha data dagli studi di Coffee break de La7 dove ha puntato l’indice su «qualche elemento di usura» della proposta di restituzione dell’Imu berlusconiana, perché porterebbe instabilità finanziaria e «ai grandi si restituisce di più, ai piccoli di meno». Ma insomma il duello tra i due si è fermato all’Imu e alla finanza pubblica, mentre Berlusconi ha rilanciato le polemiche sulla vicenda Mps che tiene sulla corda il Pd. «Ci sono scandali che in tempo di elezioni la magistratura si guarda bene dal sollevare. Su Mps non ne hanno messo in galera uno; se si trattava di noi avremmo avuto decine di persone in galera e nostre intercettazioni pubblicate ovunque», Berlusconi scandisce le parole provocando poi la reazione del Csm. E di nuovo attacca su Mps incolpandola del crollo in Borsa. Naturalmente nel mirino – sul fronte fiscale – entrano anche Equitalia e i blitz della Gdf che hanno «creato danni enormi all’economia». E se ieri Monti è stato morbido con Bersani, non ha fatto lo stesso Vendola: «Monti si candida a realizzare il programma di Berlusconi del 1994. Io mi sento alternativo». Chi si sente davvero alternativo è anche Oscar Giannino, che dal programma Tv Omnibus lancia le sue proposte: «Utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti per pagare i debiti dello Stato ai suoi fornitori». E poi racconta di come non si sia potuto candidare con la lista di Monti: «L’ostilità maggiore è venuta dal presidente della Ferrari Montezemolo e dai suoi: Monti me l’ha chiarito quando ci siamo visti, dopo che lui aveva scelto l’alleanza con Fini e Casini». In ogni caso ora prende le distanze sia dal premier che da Berlusconi che definisce «un buffone, non ne parlo».

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