Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Berlusconi evita la sconfitta prezzo salato, cercasi socio in pole Al Jazeera e Vivendi

Il risiko dei diritti tv della Serie A si chiude con un compromesso all’italiana che conferma lo status quo (il digitale resta riserva di caccia di Mediaset, il satellite regno esclusivo di Sky) e consente a tutti, se non di dichiararsi vincitori, almeno di sostenere di non aver perso: le tv di Rupert Murdoch restano centrali nel mondo del calcio a pagamento tricolore risparmiando un po’ di soldi; il Biscione, fresco del trionfo sui diritti Champions contro il tycoon australiano, si svena un po’ ma non resta tagliato fuori dalla partita tutta d’oro del Campionato; i club, pur rinunciando a più di cento milioni l’anno, esorcizzano lo spettro delle cause legali che avrebbero congelato gli incassi della tv, mettendo a rischio la campagna acquisiti di questa estate.

I RISPARMI DI SKY
Sky, dopo lo smacco della Champions, era obbligata a calare l’asso (leggi un’offerta cui non si poteva dire di no) sulla Serie A per non rimanere senza offerta di calcio sui suoi canali. E l’ha fatto, vincendo l’asta per il digitale e quella per le 8 big di Serie A sul satellite mettendo sul piatto 779 milioni di euro. L’accordo raggiunto ieri rimescola le carte ma lascia a Murdoch il monopolio sul satellite dell’offerta integrale della Serie A con una spesa (572 milioni) inferiore di ben 200 milioni di quella messa a budget e superiore di soli 8 milioni del costo dei diritti nel triennio precedente. I soldi risparmiati, tra l’altro, potrebbero essere reinvestiti per comprare un po’ di partite di Champions da Mediaset, che su questo fronte deve un favore a Sky: nell’ultimo triennio la rete satellitare aveva “subaffittato” al Biscione per qualcosa come 65 milioni l’anno – tra contanti e pubblicità – gli incontri della Coppa dei Campioni.
LA “REMUNTADA” MEDIASET
Mediaset, in teoria, aveva perso l’asta. Vincendo solo i diritti sulle 12 “piccole” della Serie A con un’offerta di 301 milioni. L’intesa ribalta tutto: il Biscione perde questo pacchetto tout court, ma conquista le partite delle otto big sul digitale, merce preziosissima nel mondo della pay-tv. Il prezzo, ovvio, è più alto: Cologno spende 373 milioni, 100 in più di quanto pagato nell’ultimo triennio per tutta la massima serie sul digitale. Tra il salasso della Champions (230 mln annui) e questo pacchetto, Mediaset vede lievitare di quasi 270 milioni l’anno la sua bolletta dei diritti. E non a caso la famiglia Berlusconi sta cercando un socio (Al Jazeera e Vivendi sono in pole) con cui dividere oneri e onori del calcio a pagamento in tv.
IL SACRIFICIO DELLA LEGA
Le squadre di Serie A hanno rinunciato con l’armistizio a 130 milioni di entrate. Il massimo incasso dell’asta era di 1,08 miliardi l’anno. Ora Sky e Mediaset staccheranno un assegno di 945 milioni (al netto di diritti online e a quelli esteri ancora da piazzare), in ogni caso 104 milioni in più del vecchio accordo. Il sacrificio dei presidenti, però, è figlio di un doppio calcolo. Se il bando fosse finito con una pioggia di ricorsi in tribunale, gli incassi dei diritti sarebbero stati con ogni probabilità sub judice. E nessuna banca gli avrebbe accettati come garanzia assicurando i quattrini per il prossimo calcio mercato. In base alla legge dei due forni, poi, la rinuncia di oggi potrebbe tradursi in un guadagno domani. Far trionfare Mediaset o Sky avrebbe potuto in teoria condannare a morte (finanziariamente parlando) Premium o le reti satellitari. Riducendo la concorrenza e gli incassi potenziali in vista delle aste future. Un rischio che i presidenti della Serie A hanno preferito evitare. L’unica vittima dell’intesa, in teoria, è l’advisor Infront. Gli accordi prevedevano che per la società di Marco Bogarelli scattasse il rinnovo automatico del contratto per 6 anni in caso di sorpasso del minimo garantito ai club di Serie A, vale a dire 980 milioni. Il pasticcio dell’asta e i dubbi interpretativi sul bando di gara rischiano di costare al Infront la commissione milionaria.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa