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Berlino, vertice a tre “Non va perso tempo per la Brexit di Londra ma niente imposizioni”

BERLINO.
Non si possono imporre i tempi di notifica formale alla Gran Bretagna per l’uscita dalla Ue. Ma il neo-direttorio europeo formato da Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi, riunitisi ieri a Berlino, ha mandato un messaggio molto chiaro a David Cameron. Prima di quella formalizzazione non ci sarà alcun negoziato. «Non ci possono essere colloqui con la Gran Bretagna fino alla richiesta formale di uscita alla Ue», ha sottolineato la cancelliera in una conferenza stampa a tre, convocata al termine del vertice dalla cancelleria. E anche sui tempi di formalizzazione della Brexit, se Merkel ha sottolineato ieri che non si può pressare più di tanto il Regno Unito, è stata altrettanto chiara sul fatto che «non possiamo infilarci in un’eterna impasse». Cameron ha già detto che vuole aspettare l’autunno e rimandare al prossimo governo la richiesta formale.
La cancelliera ha voluto allontanare da sé il sospetto di creare delle avanguardie ristrette di Paesi che fanno da motore alla Ue, precisando che «l’Unione europea non ha un direttorio», semplicemente che Germania, Francia e Italia vogliono dare un “nuovo impulso” all’Europa e che le decisioni su Brexit «saranno prese dalla Ue a 27 e non a tre». Ma è evidente che il formato Berlino-Parigi allargato a Roma è una delle novità di ieri.
Con Renzi e Hollande, tuttavia, non c’è stato alcun rilancio sul progetto europeo. Piuttosto, un impegno a gestire meglio l’esistente. «Dobbiamo dare un nuovo impulso ai lavori dell’Unione, vogliamo elaborare misure concrete nei prossimi mesi per la sicurezza interna ed esterna e per la lotta al terrorismo, e per agire in modo strategico nei paesi d’origine dell’immigrazione », ha detto Merkel. Accanto a lei, il presidente del Consiglio italiano ha osservato che «quello che è accaduto nell’ultima settimana ci dimostra che questo è un tempo propizio: se da un lato siamo tristi per il voto dei britannici è anche vero che questo è un tempo propizio per una nuova pagina della Ue».
Hollande ha precisato che in questo momento serve dare prova soprattutto di responsabilità: «non possiamo perdere tempo per non creare incertezza». Il presidente francese ha aggiunto che «il Regno Unito deve dar prova di saper dimostrare rispetto nei confronti di quello che siamo come Unione europea». La giornata è stata anche segnata da un attacco pesante contro il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, arrivato da alcuni Paesi dell’Est. Il ministro degli Esteri polacco, Witold Waszczykowski detto che «almeno una parte dei vertici europei dovrebbe andarsene». Il presidente estone Toomas Ilves ha definito «abominevole » l’atteggiamento di Juncker (il capo dell’esecutivo di Bruxelles era stato da subito molto duro con il Regno Unito perché convinto che debba presentare a stretto giro la richiesta di uscita). E Lubomír Zaorálek, ministro degli Esteri ceco, lo ha definito “non adatto per quel ruolo”. Un portavoce ha smentito che si dimetterà. E secondo una fonte autorevole Merkel lo sta difendendo anche contro una fetta del suo partito.
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