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Berlino stupisce con meno tasse e più salari

La notizia potrebbe fare clamore: in Germania si tagliano le tasse e aumentano i salari. Invece è solo interessante: ciò avviene per lo più in via di principio. Su un versante succede che il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha annunciato che dal prossimo primo gennaio ridurrà quella che i tedeschi chiamano «progressione fredda» dell’imposizione fiscale, cioè il cuneo che si crea quando il salario aumenta a causa dell’inflazione ma non in termini reali e ciò nonostante scatta l’aliquota fiscale superiore. Alle imprese e alle persone resteranno 1,5 miliardi in più all’anno. Poca cosa, ha ammesso Schäuble. «Ma è una questione di principio». 
Il fatto è che il governo prevede che nei prossimi cinque anni entrino nelle casse dello Stato 38 miliardi in più di quelli previsti lo scorso novembre, quando le stime erano già state riviste al rialzo. È l’effetto della crescita che fa aumentare le entrate fiscali e della bassa disoccupazione che tempera le uscite. Per la felicità degli automobilisti e degli economisti anglosassoni che chiedono ad Angela Merkel di stimolare l’economia, Schäuble ha nelle settimane scorse promesso anche più investimenti, nelle strade e nei ponti.
Sull’altro versante, i sindacati sono in movimento. In marzo, i lavoratori della Volkswagen hanno avuto un aumento del salario del 3,4%, in linea con quello ottenuto il mese prima da quelli del settore ingegneristico nel Land del Baden-Württemberg: contratti che tracciano la strada per quelli di un po’ tutto il Paese. Da lunedì, è in corso lo sciopero delle ferrovie, molto criticato e il più lungo della storia (finirà domenica). Ha creato disagi enormi, ieri alcuni sportelli Bancomat non sono stati ricaricati, o ricaricati in ritardo, e non distribuivano denaro. Ma probabilmente finirà con un aumento degli stipendi: la richiesta del sindacato è del 5%. Oggi inizia lo sciopero negli asili nido.
Se il taglio delle tasse diventerà meno di principio e se i salari continueranno, con la bassa inflazione, a sostenere i consumi, la Germania sarà sulla strada di essere una locomotiva che sbuffa a piena caldaia, a vantaggio dell’intera economia europea. Forza Schäuble, forza sindacati. Nessuno si aspetti però fuochi d’artificio: siamo in Germania.

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