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Berlino si schiera: non votate Berlusconi

BERLINO — Italiani, salvate l’Europa, non votate per Berlusconi, Berlino sta con Monti. Lo ha detto l’uomo- chiave del governo Merkel, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, nell’intervista che esce oggi su L’Espresso.
Il premier uscente Monti ha dato stabilità all’Italia e a tutta l’Europa, ora non bisogna ostacolare il suo cammino, ha affermato ancora Schäuble.
La chiarissima scelta di campo di Berlino ha subito suscitato reazioni a Roma: Sandro Bondi, ex ministro del Pdl, chiede in un’interrogazione urgente «quali iniziative il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il ministro Terzi intendano assumere nei confronti del governo tedesco per evitare che ingiustificate intromissioni di governi stranieri possano condizionare il corso della campagna elettorale». E secondo Maurizio Gasparri, «a Schäuble la rimonta del Pdl e la presenza forte di Berlusconi fanno paura, spiace privarsi di servi e lacché, l’Italia non sarà più una colonia della Germania ». Parole forti, muro contro muro.
Il caso Italia accende interesse e tensioni in Europa e nel mondo. Da Washington, interviene persino l’amministrazione Obama: «speriamo che il governo italiano mantenga la spinta e continui a essere una voce per la crescita», dice la portavoce del presidente Caitlin Hayden. Una dichiarazione di implicito apprezzamento per Monti che, infatti, il premier non manca di sottolineare: «Non mi imbarazza per niente, mi incoraggia e mi fa piacere». La Casa Bianca, dichiara Monti a Telecamere, ha interesse che l’Italia «sia tirata via dalla lista dei potenziali infiammatori dell’Eurozona». Barack e Michelle in persona accoglieranno oggi nella Oval room il capo dello Stato Giorgio Napolitano, per esprimergli «il ringraziamento dell’America per tutto quello che ha fatto». In ogni caso, ha sottolineato David Thorne, ambasciatore Usa in Italia, «la situazione politica in Italia non preoccupa gli States, Roma resterà sempre un grande alleato». Infine, ma non ultimo, interviene The Economist: gli italiani, scrive il grande osservatorio mediatico di Londra, hanno la scelta tra il buono, il cattivo e un esito largamente accettabile. «Il miglior risultato sarebbe che Monti restasse premier, il peggiore una vittoria di Berlusconi», continua l’Economist in un articolo intitolato “Chi può salvare l’Italia”. «La terza via, ampiamente accettabile, sarebbe Bersani premier e Monti superministro dell’economia».
L’intervento tedesco, sullo sfondo della crescente tensione globale in attesa del voto italiano, è il più duro. «Motivo il mio no a Berlusconi col fatto che l’Italia è uno dei paesi più importanti della Ue e vanta la seconda produzione industriale in Europa, e un ritorno di Berlusconi al potere significherebbe un’Italia debole e una debolezza per l’intera Europa», dice il democristiano Schäuble, ex delfino di Helmut Kohl. Aggiunge: «Il mio consiglio agli italiani è di non ostacolare il cammino intrapreso da Monti perché quella della stabilità è la via migliore». E poi ancora: «Affermo senza alcun problema che sotto il governo Monti l’Italia è diventata più forte».
Non è finita. Schäuble ricorda anche il suo recente incontro a Berlino con Bersani, e dice: «Lui mi ha detto che vorrà proseguire il cammino iniziato da Monti, e questo per me è importante».
L’austerità sta rafforzando l’euro e l’eurozona, continua il ministro delle Finanze federale, e Italia e Germania sono una sorta di avanguardia europea nell’abbattimento degli handicap burocratici, per migliorare i meccanismi decisionali all’interno dell’Unione europea.

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