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Berlino: “L’Italia contagia l’Europa presto il governo o sindrome greca”

MONACO — La Germania non ha fiducia nell’Italia, «c’è un rischio contagio per tutta Europa, l’infezione scatenata dall’instabilità può contagiare tutti i paesi dell’Eurozona», accusa il ministro delle Finanze Schaeuble. Un attacco durissimo che arriva proprio mentre il presidente Napolitano, in visita in Germania, decide di annullare l’incontro con il candidato cancelliere dell’Spd Peer Steinbrueck che prende di mira il risultato delle elezioni nel nostro paese, «le hanno vinte — punta il dito il leader socialdemocratico — i due clown Grillo e Berlusconi». Un giudizio e un’interferenza sulle scelte degli italiani che hanno offeso e irritato il presidente della Repubblica, «sono dichiarazioni del tutto fuori luogo, e anche peggio», e da qui la decisione di cancellare l’incontro in ambasciata a Berlino previsto per ieri sera. «Rispettiamo la Germania ma l’Italia esige rispetto», si indigna il capo dello Stato, che stamattina ha in programma il vertice con la Merkel.
Ma dal ministro delle Finanze tedesco, uomo forte del governo, è partito un allarme fortissimo.
L’Italia, con il suo risultato elettorale, apre ormai un rischio di contagio «come fu con la Grecia con le elezioni senza maggioranza poi ripetute per forza l’anno scorso. Che si sbrighino a Roma a formare un governo stabile». L’Italia, vista da Berlino, non convince più, appare una Atene economicamente molto più importante e quindi molto più pericolosa. Non a caso, nel pieno della visita in Germania del capo dello Stato, Schaeuble ha scelto come veicolo del suo messaggio l’agenzia di stampa britannica Reuters, forse ancora la più ascoltata e influente nelle cancellerie e sui mercati. «I risultati elettorali in Italia», insiste il braccio destro di Angela Merkel, «hanno diffuso dubbi sui mercati, dubbi sulla possibilità di vedere formato uno stabile nuovo governo italiano». Adesso tocca agli eletti a Roma formare un governo stabile, «quanto più velocemente lo sapranno fare, tanto più presto supereremo le incertezze». L’anatema giunge al culmine di una giornata di tensione e allarme. Con il mondo economico tedesco che esprime timori sempre più forti per il caso Italia, fino al presidente dell’Unione del commercio estero (Bga) Anton Boerner che ha invitato i tedeschi a prepararsi all’ipotesi di un’eventuale uscita dell’Italia.
A Monaco, intanto, Giorgio Napolitano manda all’aria all’ultimo minuto la cena all’ambasciata non appena scopre sulle agenzie il durissimo affondo di Steimbruck sui “due clown” Grillo e Berlusconi che hanno vinto le elezioni, «uno lo fa di mestiere e l’altro spinto da un eccesso di testosterone». Napolitano chiama l’ambasciata e dà mandato di annullare il vertice. «Dopo quelle parole fuori luogo o peggio — spiega — non ci sono più le condizioni per l’incontro». Una decisione che crea tensione fra l’inquilino del Colle e socialdemocratici tedeschi, anche se poi fonti del Quirinale danno notizia di una telefonata di «cortesia e chiarimento» arrivata in serata da Steinbruck, che comunque non fa marcia indietro sulla sua sortita. Ma in realtà Napolitano non parla solo ai tedeschi, si rivolge anche al nostro Paese. Il suo è un messaggio di distensione ai duellanti sulla scena politica in stallo: il presidente della Repubblica è, e sarà, garante del verdetto delle urne e di tutti i partiti che i cittadini hanno mandato in Parlamento. Compresi, ovviamente, Grillo e Berlusconi. Perché, come spiega alla comunità italiana anche con commozione, il capo dello Stato «ha il mandato di rappresentare l’unità e la dignità nazionale». Il che però non vuol dire che non sia «molto preoccupato del populismo crescente in Europa», come ha spiegato in un forum con alcuni intellettuali tedeschi. Il pericolo di una scarsa legittimazione democratica della forma Europa, tuttavia, è dovuto anche «agli errori delle classi dirigenti».

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