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Berlino: la Bce fa il proprio dovere

I ministri tedesco e americano elogiano Italia e Spagna. Il portavoce del Governo di Berlino, cercando di placare polemiche interne, spiega che la Germania non si oppone ad eventuali acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Banca centrale europea e ha piena fiducia nella sua indipendenza. «Il Governo tedesco ha piena fiducia nell’indipendenza della Bce. La Banca centrale sta facendo il suo dovere».
Continua il balletto delle dichiarazioni politiche messo in moto dal presidente della Bce, Mario Draghi, la settimana scorsa a Londra, quando ha detto che «nei limiti del suo mandato», la banca farà tutto il necessario per salvare l’euro. Si sono accodati, a coppie, i capi del Governo francese e tedesco, poi tedesco e italiano, e ieri i responsabili della politica economica in Germania e negli Stati Uniti, ma da nessuno di questi incontri è venuta alcuna indicazione specifica. Quelle i mercati se le aspettano giovedì da Draghi in conferenza stampa.
Ieri l’attenzione si è spostata sull’isola frisona di Sylt, una lingua di sabbia sul mare del Nord, dove fa le vacanze il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble. Il quale ha ricevuto il segretario al Tesoro americano, Tim Geithner, che più tardi si è recato a Francoforte a far visita a Draghi. Fonti americane rivelano che l’esponente dell’amministrazione Obama, preoccupato dalla mancanza di volontà politica nella soluzione della crisi dell’euro, stava considerando la visita in Europa da qualche settimana. Nel passato anche recente le pressioni degli Stati Uniti erano state accolte con irritazione da parte degli europei, che ritengono che Washington non faccia abbastanza per risolvere i propri problemi, gli squilibri esterni e soprattutto il deficit di bilancio, e quindi non abbia titoli per fare prediche ad altri perché facciano di più. Ieri, invece, l’incontro con Schäuble è filato liscio, forse grazie al clima vacanziero, forse per l’aggravarsi della crisi, che induce a non creare ulteriori tensioni. Con Draghi, invece, Geithner ha lunga consuetudine di contatti e anche in passato i due si sono trovati spesso sulla stessa lunghezza d’onda. Il segretario al Tesoro americano avrà voluto semmai sapere cosa ha in serbo la Bce per giovedì. La Bce non ha commentato i contenuti dell’incontro e anche Geithner ha lasciato l’Eurotower, nel tardo pomeriggio, senza commentare.
Dopo l’incontro di Sylt, un comunicato congiunto ha espresso la fiducia dei due ministri che l’area dell’euro compia gli sforzi necessari per le riforme e per una maggiore integrazione. La nota parla di «crisi finanziaria e crisi di fiducia», ma sottolinea anche le dichiarazioni dei leader europei della scorsa settimana a far tutti i passi per la salvaguardia dell’euro. Elogia i progressi dell’Irlanda, tornata sui mercati dei capitali, e del Portogallo nel rispettare gli impegni presi, e gli «sforzi considerevoli di Italia e Spagna su vaste riforme di bilancio e strutturali». Nessuna menzione della Grecia, dove la missione della troika attualmente in corso sta cercando di dipanare una matassa particolarmente spinosa.
Anche da Berlino è venuto un nuovo appoggio da parte del Governo alla linea di Draghi, dopo che nei giorni scorsi il cancelliere Angela Merkel aveva già dichiarato, prima insieme al presidente francese François Hollande e poi con il presidente del Consiglio Mario Monti, la disponibilità a fare tutto il necessario per salavare l’euro. Ma la Bundesbank si era espressa contro un’eventuale ripresa degli acquisti di titoli da parte della Bce, opposizione sostenuta praticamente all’unanimità dalla stampa tedesca e anche da alcuni esponenti della coalizione di Governo, uno dei quali, un deputato liberale, ha addirittura sostenuto ieri che la Germania dovrebbe fare ricorso alla Corte europea di giustizia. Il portavoce della signora Merkel ha ribattuto che il Governo tedesco ha piena fiducia nell’indipendenza d’azione della Bce e ritiene che faccia il suo dovere.

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