Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Berlino in pressing sul Governo greco

di Vittorio Da Rold

Non cessa il pressing di Berlino su Atene. «Lo spirito» delle proposte sulla supervisione della Grecia, da portare avanti assieme al Governo ellenico, è la volontà della Germania e dell'Europa di «sostenere la Grecia». Lo ha ribadito ieri a Berlino il portavoce del Governo tedesco Steffen Seibert, rispondendo a una domanda su un eventuale commissariamento della Grecia in materia di politica fiscale.
Un tema incandescente al punto che Nigel Farage, eurodeputato britannico, è stato interrotto ieri nel suo discorso al Parlamento europeo dal presidente dell'aula Martin Schulz, perché ha paragonato la richiesta tedesca di commissariamento all'invasione nazista della Grecia nella Seconda guerra mondiale.
Ma Berlino va avanti poiché è stanca di promesse non mantenute, ultima delle quali la riduzione concordata e approvata dal Parlamento di Atene di licenziare 30mila dipendenti pubblici entro il 2011. In realtà il Governo Papademos ne ha rimossi solo mille mentre altri diecimila sono stati prepensionati aumentando così ancora di più il costo per le casse dello Stato.
Papademos è in difficoltà con la sua coalizione mentre ad Atene si gioca la partita più complessa dell'Eurozona. È «possibile», secondo fonti della presidenza dell'Eurogruppo, che lunedì prossimo si tenga una riunione straordinaria dei 17 per affrontare la questione del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. La condizione perché ai 17 leader arrivi la convocazione per lunedì a Bruxelles è che entro la settimana ci sia l'accordo con i creditori privati che, secondo una nota diffusa ieri dall'Iif, sarebbe in dirittura.
Poi c'è anche la grana del piano di austerità supplementare da approvare prima delle elezioni anticipate che si dovrebbero tenere ad aprile a causa del forcing di Antonis Samaras, leader di Neo Dimokratia, partito conservatore che spera di vincere le elezioni grazie alla sua politica populista che continua a rifiutare l'austerità dimenticando che proprio il suo partito è stato la causa della crisi greca.
Poul Thomsen, il funzionario dell'Fmi responsabile del programma per il risanamento dell'economia greca, in un'intervista al quotidiano ateniese Kathimerini ha esposto le richieste della troika per il memorandum deciso di comune accordo con Atene. Thomsen ha detto che non sarà necessaria la riduzione della tredicesima e quattordicesima mensilità nel settore privato per ridurre il costo del lavoro se verrà tagliato lo stipendio minimo almeno, come ha detto, per un breve periodo, portando ad esempio la Spagna e il Portogallo. Inoltre Thomsen, è tornato pure sulla questione della fusione o della chiusura degli Enti statali inutili e il licenziamento del personale pubblico rimasto sulla carta. «Tutti concordiamo – ha detto Thomsen – che la Grecia soffre di un deficit di competitività. Per colmare questo deficit servono azioni su molti fronti, però è chiaro che gli stipendi sono abbastanza alti in rapporto con la produttività».
«Vogliamo garanzie – ha aggiunto Thomsen – perché il prestito (che ora si pensa debba arrivare a 145 miliardi di euro rispetto ai 130 preventivati, ndr) sarà concesso prima delle elezioni. Si tratta di qualcosa che chiediamo sempre quando ci troviamo prima delle elezioni. Lo abbiamo fatto anche in Portogallo».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa