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Berlino brinda al super Bund

di Mara Monti

Il Bund è sempre più "super Bund". Ieri per la prima volta nella sua storia, il rendimento in asta del BuBill a sei mesi è sceso in territorio negativo. Ringraziano i contribuenti tedeschi che potranno beneficiare di entrate maggiori a carico degli investitori, costretti a pagare a scadenza un prezzo maggiore del normale rimborso alla pari. È la conferma, per chi avesse ancora qualche dubbio, che investire in titoli tedeschi resta il porto sicuro per eccellenza, anche nella sciagurata ipotesi che dovesse saltare l'euro e venisse reintrodotto il marco. Non così per l'asta francese conclusa con rendimenti in salita per i timori che la seconda economia della zona euro sia destinata a perdere a breve il rating tripla A.
Ma la novità di ieri è stata l'asta tedesca a sei mesi per 3,9 miliardi di euro uscita con un rendimento negativo dello 0,0122% rispetto al +0,0005 del precedente collocamento per la stessa scadenza del 5 dicembre e con una domanda pari a un bid to cover di 1,8 quasi il doppio dell'offerta, ma in frenata rispetto alla precedente asta di 3,8. Un risultato che pone la Germania al pari della Svizzera e dei Paesi Bassi, gli unici in Europa ad avere emesso titoli del debito pubblico a rendimenti negativi. Il risultato è stato talmente inaspettato che la stessa Agenzia tedesca del debito, in un primo momento, ha pensato a un errore, cancellando il segno meno per poi reintrodurlo. I segnali del resto erano ben visibili fin dalla vigilia. Sul secondario i titoli a breve scadenza da qualche settimane trattavano già con un rendimento negativo e le scadenze a tre e sei mesi e quella ad un anno tutte vicino lo zero. In particolare la scadenza a sei mesi aveva toccato il minimo a -0,3% subito dopo Natale, un risultato che esclissa la disastrosa asta del decennale tedesco dello scorso novembre.
«Ci sono investitori che hanno paura per i loro investimenti – spiega a Bloomberg l'analista David Schnautz di Commerzbank – per questo sono pronti a dare soldi alla Germania pur di essere certi che verrà restituito». Ci sono anche fattori tecnici che spiegano la disperata ricerca di asset sicuri dove parcheggiare a breve scadenza l'immensa liquidità raccolta dalla Bce, in attesa della prossima scadenza prevista a febbraio. Che cosa significa un rendimento negativo? Vuol dire che alla scadenza il titolo non sarà rimborsato a cento, ma sopra la soglia di qualche centesimo che al netto delle cedole equivale a una perdita per gli investitori i quali sono disposti ad accollarsi un costo maggiore pur di assicurarsi i titoli in portafoglio: negli Usa il titolo di Stato a tre mesi scese sotto lo zero nel 2008 subito dopo il fallimento della Lehman Brothers.
Se il collocamento tedesco ha segnato il punto di svolta, non così quello francese per 7,08 miliardi di euro con rendimenti in salita per tutte le scadenze rispetto all'asta precedente: si comincia con il titolo a 6 mesi quello direttamente confrontabile con quello tedesco che in asta è risultato pari allo 0,286%, in salita rispetto allo 0,074% toccato lo scorso 3 gennaio. Stesso andamento per quello a tre mesi a 0,166% contro 0,023% dell'asta precedente e quello ad un anno a 0,454% da 0,136 per cento. La tensione sul mercato dei bond, intanto, si fa più pressante in vista delle aste cruciali di Italia e Spagna: ieri il rendimento del BTp a 10 anni viaggiava sopra la soglia critica del 7% e quello spagnolo al 5,53%, mentre l'Ungheria ha messo all'asta T-Bill a un anno al tasso del 7,77%. La Bce ha più che raddoppiato gli acquisti di bond dei Paesi euro sotto pressione, a partire dall'Italia e dalla Spagna, portandoli la scorsa settimana da 462 milioni a 1,1 miliardi. L'asta tedesca apre una settimana fitta di appuntamenti per il mercato obbligazionario: domani Berlino collocherà titoli a 5 anni e giovedì il Tesoro italiano metterà in asta Bot a 12 e 6 mesi per un totale di 12 miliardi. Ma sarà venerdì il vero test di fiducia con l'asta dei BTp a 3 anni, mentre Madrid, giovedì, punta a collocare fino a 5 miliardi di bond con scadenza 2015 e 2016.

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