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«Benzina, stop rincari» Serrata in autostrada

Tutti insoddisfatti: consumatori, gestori e petrolieri. E la giornata (quella di ieri) finisce con l’ennesimo richiamo del ministro, insieme all’annuncio dello sciopero dei gestori lungo tutte le tratte autostradali italiane.

I prezzi dei carburanti continuano a far discutere: «Quotidiano Energia» ieri ha aggiornato i dati degli aumenti su tutto il territorio nazionale (pompe no-logo comprese). Le medie della benzina e del diesel sono arrivate a 1,836 e 1,739 euro al litro. Con «punte», per la verde, di 1,877 euro. E i prezzi si sono tutt’altro che fermati nel fine settimana con IP e Esso, secondo QE, a + 0,5 centesimi. «Oggi un litro di benzina verde costa più del doppio di un litro di latte a lunga conservazione comprato in un qualsiasi supermercato» fa sapere la Cia-Confederazione italiana agricoltori. «I prezzi attuali — aggiungono Federconsumatori e Adusbef — sono superiori di 6-7 centesimi. Una maggiorazione che comporta ricadute per gli automobilisti di 84 euro annui in più per costi diretti».

È il classico effetto vacanze che il ministro dello sviluppo Economico Flavio Zanonato vorrebbe subito scongiurare. «Ho già predisposto un richiamo ai petrolieri — ha detto Zanonato — in cui chiedo di tener conto della situazione particolare del nostro paese affinché non ci siano aumenti nella stagione in cui c’è maggior consumo. Ma — ha aggiunto — il rincaro della benzina è prevalentemente dovuto ad un rincaro del greggio. I nostri listini hanno uno stacco minore rispetto a quelli europei». Questione, questa, sottolineata anche dei petrolieri, che aggiungono: «il vero problema sono le tasse che pesano di oltre 1,03 euro per la benzina e che stanno deprimendo sempre di più i consumi giunti ai minimi degli ultimi 20 anni».

A tutto ciò si aggiunge la situazione dei gestori delle aree di servizio lungo le tratte autostradali italiane (tangenziali e raccordi compresi) che hanno annunciato uno sciopero dalle 22 di oggi fino alle 6 di venerdì. «Abbiamo un’imposizione di prezzi dei carburanti più alti d’Europa — hanno fatto sapere — volumi di vendita in picchiata dal 2008, accordi collettivi economici scaduti da più di quattro anni e una valanga di disdette dei contratti di gestione che espellono oltre 6.000 lavoratori e centinaia di imprese». Motivi per cui il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, ha convocato per domani i rappresentanti delle Compagnie petrolifere e il concessionario Autostrade per l’Italia.

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