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Benzina, la corsa delle nuove tasse

ROMA — Le accise sui carburanti e quelle sull’energia elettrica trainano le entrate tributarie nel primo trimestre del 2012. Gli aumenti delle accise su benzina e gasolio, disposti dalla manovra di luglio e poi dal Salva-Italia, hanno determinato, secondo il Bollettino del ministero dell’Economia, maggiori entrate per 880 milioni (+21,9%).
E proprio sulla benzina il ministero dello Sviluppo economico ha convocato per oggi i rappresentanti della filiera dei carburanti per fare il punto sulla situazione dei prezzi. Le recenti rilevazioni elaborate dall’Osservatorio Prezzi mostrano che la differenza con la media europea al netto delle imposte, è di 5,3 centesimi per la verde e di 5 centesimi per il gasolio al litro.
Il ministero valuterà anche l’idea di importare il modello tedesco che prevede un tetto massimo (al momento per la verde è di 1,6 euro al litro) deciso dal governo, ma si tratta di un tema molto delicato, in quanto coinvolge direttamente la parte fiscale che, in questo caso, diventerebbe l’elastico che assorbe le variazioni di prezzo. «Ci stiamo lavorando» ha detto ieri il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, a proposito della discesa dei prezzi. Gli esperti del suo ministero, in tandem con quelli dell’Economia, dovranno ragionare sulle perdite fiscali reali dovute al crollo del consumo dei carburanti, che negli ultimi tre anni è diminuito di circa il 20%.
Tornando alle entrate tributarie totali, il Bollettino trimestrale registra un aumento di 578 milioni (+0,7%), in recupero rispetto all’analogo periodo del 2011 (anche se a marzo c’è un calo del 6,2%), per l’incremento dello 0,1% delle imposte dirette e di quello più consistente delle indirette, pari all’1,4%, in particolare delle accise. Oltre a quelle sul carburante anche quelle sull’energia elettrica e le relative addizionali fanno registrare maggiori entrate per 387 milioni di euro (+97%) per effetto dell’aumento dell’aliquota disposto, a decorrere dal 2012, in compensazione dell’abolizione delle addizionali comunali e provinciali.
Ancora legato all’aumento dell’aliquota delle accise è il maggior introito dell’imposta sui tabacchi, in crescita di 60 milioni di euro (+2,4%).
Tra le entrate non legate alla congiuntura economica, risultano essere positive quelle derivanti dalle lotterie istantanee, in crescita di 61 milioni di euro (+14,7%) e delle entrate degli apparecchi e congegni di gioco: +5 milioni di euro (+0,5%). Sono invece in flessione le entrate del Lotto (al lordo delle vincite): -178 milioni di euro (-10,2%).
Tra le imposte dirette, risulta stabile il gettito dell’Ire (-0,1%), che riflette principalmente l’andamento registrato dalle ritenute dei dipendenti pubblici e privati. In flessione quelle dei lavoratori autonomi (–1,7%) e dei dipendenti pubblici (–0,2%). Il contributo di solidarietà, introdotto nel 2011, pari al 3% del reddito complessivo dei dirigenti, eccedente i 300 mila euro, ha generato un gettito di 82 milioni di euro.

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