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«Benzina, i petrolieri taglino i prezzi»

MILANO — I primi risultati si vedono oggi ai distributori del Cane a Sei Zampe: l’Eni ha abbassato i prezzi dei carburanti di 2 centesimi. È l’inizio. Del resto ieri Paolo Scaroni, amministratore delegato della multinazionale di cui il Tesoro è azionista, aveva detto: «Prevediamo che i prezzi scenderanno ancora e noi siamo i primi ad adeguarci».
L’esecutivo ieri non ha lasciato molta scelta alle compagnie petrolifere e ai distributori. Nell’incontro che si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico il sottosegretario Claudio De Vincenti è stato cristallino: «Il governo si aspetta da oggi stesso (ieri, ndr) una riduzione dei prezzi del carburante di almeno 4-5 centesimi al litro, oltre alla riduzione già avvenuta». E questo perché «il prezzo deve scendere in base al Platts», ovvero il listino internazionale. Il problema è arcinoto. Quando il prezzo del greggio sale, aumentano anche benzina e gasolio alla pompa, ma quando poi il barile scende, le grandi compagnie petrolifere non sono così rapide nel recepire la variazione al ribasso. «Nei primi mesi del 2012 — spiega De Vincenti — l’aumento del Platts ha comportato una crescita dei prezzi interni, con una riduzione dello “stacco Italia” (il nostro prezzo medio pesato rispetto a quello medio europeo, ndr) al netto delle imposte. Ma ad aprile alla discesa del Platts non ha corrisposto un’analoga diminuzione e lo “stacco” si è ampliato». D’accordo, a pesare sul prezzo dei carburanti ci sono anche le accise statali e regionali che negli ultimi mesi hanno fatto lievitare il costo del pieno, tuttavia c’è anche un problema di scarsa concorrenza che influisce sul prezzo finale e a cui il governo ha cercato di porre rimedio con il decreto sulla liberalizzazione della rete, che però farà sentire i propri effetti tra un anno, quando andrà a regime. Dunque stavolta l’esecutivo ha deciso di giocarsi un’altra carta, quella della moral suasion a cui difficilmente petrolieri e distributori possono restare indifferenti. E infatti si sono subito detti pronti a intervenire e a tagliare i centesimi necessari. Scaroni ha anche puntualizzato che «i prezzi scenderanno ancora ma non possiamo essere solo volontaristici, dobbiamo vedere l’andamento del mercato». Si tratta tuttavia di un invito a procedere, l’esecutivo non ha strumenti coercitivi. Ma «in un’economia di mercato — sottolinea De Vincenti — la moral suasion è importantissima». Resta fondamentale per De Vincenti «la concorrenza sul mercato, che verrà raggiunta attraverso l’applicazione delle norme recenti che introducono nuove forme contrattuali tra gestori e compagnie petrolifere, e quelle che prevedono per i gestori l’estensione della vendita di altro oltre ai carburanti, consentendo loro di ampliare il giro d’affari e dunque di ridurre i margini sulla benzina. Entro fine anno, poi, tutti i distributori dovranno disporre del self service».
L’obiettivo è semplice: ottenere un allineamento alla media europea, visto che fino alla scorsa settimana lo scarto superava i 5 centesimi. E quella parte del prezzo finale legata all’Iva? «La sterilizzazione dell’Iva non è all’ordine del giorno — spiega De Vincenti — ma è una valutazione che stiamo facendo, stiamo verificando se ci sono le condizioni per applicare la legge del 2008». Intanto per Adusbef e Federconsumatori ci sarebbe «il margine per una diminuzione di oltre 8 centesimi al litro. E con l’Iva al 21%, vi sarebbe un’ulteriore riduzione di 1,7 centesimi».

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