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«Beni Stabili, ora il cambio di marcia»

Rivoluzione nel real estate italiano. Dopo 15 anni alla guida di Beni Stabili, Aldo Mazzocco, uno dei manager “più longevi” del settore, lascia il gruppo tra i cui soci forti c’è Leonardo Delvecchio oltre alle maggiori compagnie di assicurazione d’Oltralpe. Il Cda ha nominato Christophe Kullmann, proveniente da Foncière des Régions, come nuovo Ceo: un cambio della guardia che testimonia un rafforzamento dell’influenza transalpina sulla maggiore società immobiliare italiana. Proprio Kullmann ha concesso al Sole 24 Ore un’intervista per spiegare le nuove strategie di Beni Stabili.
Come mai questo cambio della guardia in Beni Stabili?
Questa è una accelerazione della nostra strategia. Vogliamo andare più veloci e concentrarci sul miglioramento delle performance tanto quanto sul far crescere il nostro portafoglio. Abbiamo avuto opinioni divergenti in merito a come sviluppare e gestire il gruppo in Italia. Alcune delle posizione sostenute da Aldo erano al di fuori delle aree in cui vogliamo concentrarci. Parlando di Aldo posso dire che è un eminente professionista del settore del real estate e che i team di Beni Stabili sono tutti di prima qualità. Alla fine si tratta di una scelta strategica: noi vogliamo accelerare la “asset rotation” e migliorare le performance operative. Con l’obiettivo di guidare questa nuova strategia, i consigli di amministrazione di Beni Stabili e di Foncière des Régions hanno deciso di affidarmi la gestione di Beni Stabili.
Continua pagina 41 Carlo FestaContinua da pagina 37 Come giudica i risultati ottenuti in questi 15 anni da Aldo Mazzocco in Beni Stabili?
Pensando al contesto economico di riferimento in cui abbiamo operato in questi anni, Beni Stabili ha fatto molto di più che solo sopravvivere. La qualità del portafoglio è migliorata, la durata dei canoni di locazione è stata prolungata e Beni Stabili gode di un buon accesso al sistema bancario. Inoltre, noi abbiamo pienamente supportato una strategia di finanziamento del business ricorrendo al mercato dei capitali. Il contesto però ora sta cambiando e noi ci stiamo adattando. Sono inoltre convinto che la nostra piattaforma Italiana abbia molto più potenziale. Guardando a quanto fatto da Foncière des Régions in Germania, dal 2011 ad oggi abbiamo compiuto acquisizioni per 2 miliardi di euro e dimissioni per 1 miliardo portando il valore del nostro portfolio da 2,4 miliardi a 3,3 miliardi in solo cinque anni. Questo è quello che si può ottenere quando si accelera una strategia immobiliare.
Come dovranno essere le strategie immobiliari future di Beni Stabili come Siiq? Può rasserenare gli analisti su questo cambio al vertice?
Beni Stabili ha deciso di accelerare la strategia di creazione del valore per diventare un attore chiave della ripresa del mercato del real estate italiano, dando spinta nuova all’implementazione dei propri obiettivi legati al portafoglio. Questo si traduce in: concentrarci su nuovi investimenti in uffici e a Milano, continuo sviluppo di nuovi assets, graduale riduzione dell’incidenza di Telecom Italia nel portafoglio e dismissione di asset non core. Questa strategia ha come obiettivo di migliorare continuamente la qualità del portafoglio per accrescerne i ricavi da locazione e il valore sul lungo periodo.
Dopo questo cambio della guardia e la sua nomina, diventa più forte l’impronta francese su Beni Stabili?
Foncière des Régions è innanzitutto un player europeo. Abbiamo asset per 17 miliardi in tre paesi (Francia, Italia e Germania) gestiti attraverso tre piattaforme locali. Abbiamo più dipendenti fuori dalla Francia che in Francia e molti più azionisti stranieri che francesi. Ci finanziamo con banche internazionali e su vari mercati. Siamo un investitore europeo con una passione per l’Italia. Abbiamo preso la decisione nel 2007 di fare del mercato italiano degli uffici uno dei nostri mercati strategici. Non siamo come altri investitori che investono, guadagnano e se ne vanno. Abbiamo una piattaforma, sviluppiamo asset: in poche parole siamo in Italia in un’ottica di lungo termine.
Quale è stata la posizione del Cavaliere Delvecchio sull’attuale cambio della guardia?
Questo è un cambio nella strategia di business. Il consiglio di amministrazione di Foncière des Régions e di Beni Stabili mi hanno nominato amministratore delegato di Beni Stabili per guidare questa nuova fase per il business del gruppo in Italia. Essendo un importante azionista di Foncière des Régions, Leonardo Del Vecchio è parte dei due cda e nel suo ruolo ha supportato in pieno questa nuova strategia.
Come sono le attuali relazioni tra i soci francesi di Fonciere des Regions e Leonardo Delvecchio?
I meccanismi e le relazioni sono molto buone. Il Cda di Foncière des Régions è composto per metà da consiglieri indipendenti e per l’altra metà da rappresentanti degli azionisti. Delfin, la holding di Leonardo del Vecchio e le assicurazioni francesi (Covéa, ACM, Crédit Agricole Assurances) siedono in Cda e condividono la stessa visione di lungo termine. Sin dal cambio di governance del 2010, tutte le decisioni del Cda vengono prese all’unanimità.
Come si muoverà in questi primi mesi alla guida del gruppo.
Sono a.d. di Foncière des Régions sin dalla sua creazione nel 2001. Ho partecipato alla straordinaria avventura di partire da un portafoglio tutto francese di 100 milioni di euro per giungere oggi a una compagnia europea leader del real estate da 17 miliardi di euro. Fisserò nuovi target ambiziosi e conto sulla squadra di Beni Stabili per raggiungerli. La mia priorità è dare nuovo impulso per trasformare il portafoglio. Vogliamo fare molto in Italia e quindi non escludiamo di rafforzare la squadra a un certo punto.

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