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Beni sequestrabili solo se connessi al reato

di Antonio Iorio

Il sequestro preventivo su beni di terzi estranei al reato può essere eseguito solo se il Pm è in grado di dimostrare un collegamento tra il reato e la cosa sequestrata. A precisarlo è la Corte di cassazione, sezione II penale, con la sentenza 19105 depositata il 16 maggio 2011.

Nell'ambito di un procedimento penale per truffa ai danni di un ente di previdenza, è stato sequestrato il conto corrente di un contribuente, perché secondo l'accusa era utilizzato per ricevere somme indebitamente erogate dal l'istituto di previdenza.

Contro la conferma della misura da parte del tribunale del riesame è stato proposto ricorso in Cassazione dal titolare del conto, il quale ha lamentato la mancata prova del nesso di pertinenzialità tra il conto e i reati.

Si ricorda che, secondo l'articolo 321 del Codice di procedura penale, se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all'erario, in ogni stato e grado del processo di merito, può essere chiesto il sequestro conservativo dei beni mobili o immobili dell'imputato o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento.

La Cassazione ha accolto il ricorso: per legittimare il sequestro preventivo, occorre un collegamento tra il reato e la cosa sequestrata e non tra il reato e una persona. Infatti, per adottare tale misura non è necessario che sia individuato il responsabile del reato stesso e il sequestro può riguardare anche cose di proprietà di terzi estranei al reato purché la loro libera disponibilità possa favorire la prosecuzione del reato.

Secondo la Cassazione, non sono state motivate le modalità con cui importi di denaro di provenienza illecita confluivano sul conto corrente e la necessità di sequestrare l'intero conto e non solo le somme di provenienza illecita eventualmente confluite.

A nulla rileva, peraltro, che in sede cautelare l'esigenza di prevenire la commissione dei reati prevale sulla tutela del diritto di proprietà del terzo incolpevole, in quanto è comunque necessario che tale diritto non sia sacrificato oltremisura.

 

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