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Beni mobili, fermo valido solo con preavviso

Fermo su beni mobili registrati solo con preavviso e mai sui beni strumentali all’attività professionale o d’impresa del debitore. Introdotto anche un monitoraggio sugli effetti delle nuove disposizioni in materia di riscossione. Ecco le principali novità contenute nell’articolo 52 del decreto legge del fare grazie agli emendamenti approvati durante i lavori parlamentari relativi all’iter di conversione in legge. Per quanto attiene al fermo dei beni mobili registrati si dispone una vera e propria riscrittura del secondo comma dell’articolo 86 del dpr 602/73, secondo la quale la procedura di iscrizione del fermo amministrativo di beni mobili registrati potrà essere avviata dall’agente della riscossione solo con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, verrà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione. Vengono in questo modo introdotte maggiori tutele per i debitori che potranno comunque scongiurare il blocco di veicoli necessari al funzionamento della loro azienda o dell’attività professionale.

Il pacchetto in materia di riscossione contenute nel suddetto articolo 52 verrà poi verificato, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, dal governo che dovrà riferire alle camere, sugli effetti di ognuna delle misure introdotte. In particolare tale relazione dovrà riferire circa l’efficacia dell’introduzione della franchigia di 120 mila euro per l’espropriazione degli immobili diversi dalla casa di abitazione non di lusso; dell’innalzamento a 120 del numero massimo di rate in cui possono essere ripartiti i debiti; dell’ampliamento a otto del numero di rate il cui mancato pagamento fa venir meno il beneficio della rateizzazione dei debiti.

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