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Beni d’impresa, imposta a rate

Stretta più soft per le imprese che hanno rivalutato i loro asset con un pagamento dell’imposta sostitutiva frazionato in tre rate di pari importo: 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre. Equiparazione del trattamento fiscale sulle plusvalenze e i dividendi delle partecipazioni qualificate e non qualificate attraverso il perfezionamento del meccanismo per aumentare al 26% la tassazione sulle rendite finanziarie. Delega ad hoc al Governo, da adottare entro il 31 dicembre 2015, per completare la riforma del bilancio dello Stato a cominciare dalla riorganizzazione dei programmi di spesa e dalla programmazione delle risorse disponibili. E altre deleghe per la gestione della contabilità dello Stato e la tesoreria. Sono queste le principali novità del primo pacchetto di emendamenti del Governo e dei relatori, Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Ali (Ncd), al decreto Irpef depositato alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.
Un pacchetto che prevede anche, su indicazione dell’esecutivo, un dispositivo più stringente per contenere i costi per acquisti di beni e servizi della Pa e l’utilizzazione della Consip per le gare finalizzate all’acquisto di programmi di sviluppo cofinanziati con fondi Ue. Sempre il Governo corregge leggermente la “spending” a carico di Corte dei conti, Consiglio di Stato, Tar, Csm e Consiglio della giustizia amministrativa della Sicilia che vedono ridursi gli stanziamenti 2014 di 5 milioni e 305mila euro. Il Cnel, invece, dovrà versare allo Stato già entro il 15 giugno ulteriori risorse per 18,2 milioni anche al fine di realizzare un risparmio di 195mila euro sulla gestione corrente. L’Esecutivo con un altro ritocco precisa che l’attuazione della delega fiscale non potrà produrre in alcun modo nuovi oneri per le casse dello Stato, né un aumento della pressione fiscale. Viene poi prevista una procedura più rapida per facilitate le unioni dei Comuni.
I relatori puntano invece su una corsia preferenziale, facendo leva sul fondo di compensazione, per l’utilizzo dei fondi Ue allo scopo di favorire le Regioni più virtuose nell’uso di queste risorse. E propongono anche di svincolare dai limiti di spesa le proroghe di personale negli enti di ricerca per progetti finanziati dalla Ue.
Quanto al capitolo della tassazione delle rendite finanziarie, per il momento l’emendamento sull’equiparazione del trattamento fiscale relativo alle partecipazioni qualificate e non qualificate è firmato solo dalla democratica Guerra. Per assicurare l’uniformità di tassazione dei dividendi e capital gain derivanti da partecipazioni qualificate il correttivo ridetermina la loro quota imponibile, che sale dal 49,72 al 60,46 per cento. In questo modo verrebbe eliminata la disparità di trattamento tra le partecipazioni non qualificate e qualificate creatasi con l’aumento del 20 al 26% della tassazione sulle rendite finaziarie.
Sul versante della rivalutazione dei beni d’impresa, come anticipato il 9 maggio scorso dal Sole 24 Ore, il Governo ha deciso di fare una parziale marcia indietro rispetto al pagamento in un’unica soluzione dell’imposta sostitutiva dal valore complessivo di 600 milioni optando per un pagamento dilazionato fino al 16 dicembre.
Quanto agli altri nodi, solo la prossima settimana sarà affrontato il capitolo dell’estensione del bonus Irpef. Dalla maggioranza arrivano conferme sull’intenzione, come anticipato ieri dal Sole 24 Ore, di estendere il bonus anche anche ai nuclei con un solo reddito fino a 31mila euro e almeno tre figli. Anche la questione dell’eventuale alleggerimento della stretta sulla Rai sarà discussa dopo le elezioni europee.

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