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Beni ai soci, un cantiere aperto

Finanziamenti dei soci a più società, se sotto soglia, senza obbligo di comunicazione anche se di entità elevata. Ma anche modelli senza firma del dichiarante, dati da comunicare incerti, ristrettezza dei tempi per l’invio e chiarimenti ufficiali ormai superati. Necessaria, infine, una norma ad hoc per l’assegnazione agevolata (pagamento di un’imposta sostitutiva) dei beni d’impresa (almeno per veicoli e immobili) non ancora presa in considerazione. Sono solo alcune delle criticità, relative alla comunicazione dei beni ai soci, emerse da un convegno organizzato dall’Unione commercialisti ed esperti contabili di Milano (Ugrc), in collaborazione con Ratio – Centro Studi Castelli, tenutosi ieri. A nome dell’Ugrc di Milano, Luigi Pagliuca, stante anche le numerose perplessità emerse, ha quindi auspicato una proroga ulteriore della scadenza. A dispetto, infatti, di quanto riferito in un comunicato dell’Agenzia delle entrate («Tutto pronto per comunicare i dati all’Anagrafe tributaria», si veda ItaliaOggi del 28 novembre), la realtà operativa con la quale devono confrontarsi i professionisti e i contribuenti è ben diversa e più ingarbugliata. E a poco è valsa la messa a disposizione del software di controllo per l’invio dei modelli.

Le ultime indicazioni e la rivisitazione del modello, corredato da istruzioni minimali, non possono in alcun modo essere utili per affrontare adeguatamente l’adempimento previsto, da ormai 852 giorni, dal dl 138/2011, in presenza delle numerose problematiche emergenti in sede di compilazione. Dopo ben quattro proroghe, la comunicazione dei beni assegnati in godimento ai soci e dei finanziamenti appare ancora un cantiere in costruzione. Molti, infatti, gli aspetti controversi o del tutto trascurati dal modello: nel frontespizio, per esempio, manca la firma del dichiarante e questo, per quanto irrilevante nell’invio online, dovrebbe essere valutato per i possibili profili di responsabilità del professionista. In altri termini, l’unica firma è quella dell’intermediario che potrebbe, in linea teorica, avere inviato dati non sottoscritti dal soggetto al quale la comunicazione è riferita. Nella parte riferita all’oggetto della comunicazione, l’unica modifica significativa riguarda l’esplicita indicazione dei dati del contratto, relativamente ai finanziamenti e alle capitalizzazioni, ossia la data della stipula o della concessione del finanziamento o dell’operazione di capitalizzazione. Le uniche note positive e chiarificatrici delle istruzioni riguardano le precisazioni sul limite di 3.600 euro, in tema di finanziamenti/capitalizzazioni. Si evidenzia, infatti, che le due fattispecie rilevano singolarmente: una capitalizzazione di euro 2 mila e un finanziamento di euro 3 mila non devono essere comunicate. Da sterilizzare, altresì, le restituzioni dei finanziamenti: nell’ipotesi in cui, nel corso del 2012, vi siano stati finanziamenti per euro 11.500 e rimborsi per euro 10 mila, l’importo complessivamente erogato deve essere comunque indicato nel rigo BG10 ancorché, al 31/12/2012, il saldo risulti «sotto soglia». Ciò premesso, l’attuale impianto della comunicazione è inadeguato rispetto alle finalità di monitoraggio alle quali è ispirato. Come noto, l’intento dell’Agenzia delle entrate è l’ampliamento del patrimonio informativo funzionale al recupero di materia imponibile. Si ipotizzi, per esempio, che il soggetto A detenga una partecipazione in Alfa Srl e che, nel 2012, abbia apportato euro 6 mila a titolo di versamento in conto futuro aumento di capitale; si supponga anche che il soggetto B, socio di più società, effettui finanziamenti a favore delle medesime per euro 30 mila e che ognuna delle partecipate riceva, semplificando i dati, euro 3 mila. Ebbene, nel primo caso, Alfa Srl, poiché l’obbligo della comunicazione grava sulla società, dovrà procedere all’invio della comunicazione, esponendo il soggetto A, almeno teoricamente, alle possibili attenzioni del Fisco. Al contrario, nessun rischio potenziale per il soggetto B, poiché nessuna società delle quali detiene quote ha singolarmente ricevuto importi superiori al limite di euro 3.600. Con la conseguenza che cade l’obbligo della comunicazione.

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