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Beni ai soci, si parte dal 2012

Finanziamenti e versamenti dei soci da monitorare solo a partire dal 2012 con il primo invio della comunicazione da effettuare entro il 12 dicembre. Nessun obbligo per finanziamenti e capitalizzazioni inferiori a 3.600 e anche per quelli di cui l’amministrazione finanziaria è già in possesso dei dati. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate diffuso ieri ridisegna l’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria stabilito dall’art. 2 comma 36 sexiesdecies del dl 138/2011, concedendo qualche semplificazione ai contribuenti.

L’anno di riferimento. La prima notizia positiva è quella in base alla quale i dati da comunicare sono riferiti ai finanziamenti e alle capitalizzazioni effettuate a decorrere dall’anno 2012. Quindi sui periodi precedenti nulla è richiesto al contrario di quanto in precedenza affermato con i precedenti provvedimenti. Con la prima comunicazione il cui termine è fissato al 12 dicembre prossimo andranno comunicati i finanziamenti e le capitalizzazioni effettuate a partire dal 2012. Un punto che sarà subito da chiarire riguarda i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare. Il provvedimento nel delineare il termine ordinario di invio afferma che «la comunicazione deve essere inviata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le capitalizzazioni». La circolare 24/E aveva affermato che «per i soggetti aventi esercizio non coincidente con l’anno solare, le suddette disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge; ciò significa, per esempio, che per un soggetto con esercizio 1° luglio 2011 – 30 giugno 2012, le nuove norme trovano applicazione dal 1° luglio 2012».

Quindi se come pare la comunicazione è legata al periodo d’imposta, si può ritenere che i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, considerato che presumibilmente il periodo d’imposta iniziato dal 1° luglio si è chiuso nel 2013, il prossimo 12 dicembre non dovranno comunicare alcun dato, rimandando la prima comunicazione al 30 aprile 2014 (per il periodo d’imposta 2012 – 2013).

Gli importi esclusi. Sono due le esclusioni previste. Devono essere comunicati i dati delle persone che hanno concesso «nell’anno di riferimento, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600 euro» (il riferimento all’anno e non al periodo d’imposta crea anche in questo caso qualche dubbio).

Da qui pare di capire che il limite di 3.600 euro è da riferire in modo distinto alle due tipologie di apporti e da considerare per singolo socio o familiare. In sostanza se i quattro soci hanno effettuato capitalizzazioni ognuno di tre mila euro la comunicazione non risulterebbe dovuta. Anche in tal caso è bene però un chiarimento ufficiale considerato che nelle motivazioni si legge che l’obbligo «sussiste qualora nell’anno di riferimento l’ammontare complessivo dei versamenti sia pari o superiore a 3.600 euro» senza far riferimento ai singoli soci che lo hanno effettuato.

Inoltre escono dalla comunicazione i dati relativi agli apporti «già in possesso dell’amministrazione finanziaria». Sempre nelle motivazioni si legge che con ciò ci si vuole riferire per esempio al finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Ma tale elenco è necessariamente esemplificativo, ma non esaustivo in quanto anche un contratto di finanziamento stipulato mediante una scrittura privata se registrato offre la medesima conoscibilità all’amministrazione finanziaria. Tale situazione permette di ritenere non dovuta la comunicazione qualora l’operazione sia certificata da un notaio (si pensi alle costituzioni, agli aumenti di capitale, alla copertura perdite) e anche tutte le volte in cui l’atto sia portato (anche in forma volontaria) per la registrazione. Sembra invece, dal testo letterale, che altre operazioni seppur conoscibili dall’amministrazione in quanto richiamati in atti per i quali è prevista la pubblicità (si pensi al finanziamento concesso dal socio e indicato in modo analitico in bilancio e nella nota integrativa) non siano sufficienti a escludere dall’obbligo di comunicazione

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