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Beni ai soci, scadenza variabile

Comunicazione dei beni ai soci a scadenza variabile. Le Entrate, infatti, hanno disposto il termine della presentazione a regime fissando lo stesso fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza fissata per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Con il provvedimento direttoriale (prot. 54581/2014) dello scorso 16 aprile, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha modificato i termini per l’invio della comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati riferibili ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari e dei dati concernenti i finanziamenti e alle capitalizzazioni, eseguite da soci e/o familiari dell’impresa (si veda ItaliaOggi del 17/4/2014).

Tale provvedimento modifica il punto 4.1) del precedente, quello del 2/8/2013, stabilendo che «la comunicazione deve essere effettuata entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento» e il punto 5.5), con riferimento alla comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni.

Da ciò, come già indicato dalla dottrina, emerge una scadenza variabile per soggetto, stante il fatto che, quantomeno nell’ambito delle società, la dichiarazione dei redditi deve essere presentata con riferimento al relativo periodo d’imposta.

Di conseguenza, le società con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (1/1-31/12), terranno conto che la scadenza a regime è il 30 ottobre di ogni anno, mentre quelle con esercizio diverso da quello solare (tipico, per esempio, delle società sportive o che operano nel campo turistico) presenteranno la comunicazione entro i trenta giorni dalla data di presentazione della propria dichiarazione.

Dal dettato letterale del provvedimento in commento, non si può che rilevare che i 30 giorni devono essere considerati decorrenti dal termine «naturale» di presentazione della dichiarazione, non potendo applicare il termine dei 30 giorni successivi agli ulteriori 90 accettati per la comunicazione tardiva; di fatto, per una società con esercizio coincidente con l’anno solare, essendo il termine di presentazione della dichiarazione fissato a regime, come detto, al 30 settembre dell’anno successivo, la comunicazione dovrà essere inviata entro il 30 ottobre, ancorché il contribuente abbia inviato la dichiarazione entro gli ulteriori 90 giorni (29/12), senza poter ulteriormente diluire l’invio al 28 gennaio successivo.

La comunicazione dei beni ai soci o familiari e dei finanziamenti, da predisporre su modello specifico approvato dall’Agenzia delle entrate, era in scadenza il 30 aprile, ma gli operatori potranno tirare un sospiro di sollievo, giacché il provvedimento ha concesso un rinvio congruo per l’obbligo sancito con i commi da 36-terdiecies a 36-duodevicies, dell’art. 2, dl 138/2011, con l’ulteriore vantaggio di allineare la detta comunicazione a quanto indicato in sede dichiarativa, sia del soggetto collettivo che del socio, in relazione all’obbligo, eventuale, di recuperare, in capo al concedente, i costi divenuti indeducibili e di determinare, in capo all’utilizzatore, un reddito diverso, ai sensi della lettera h-ter), comma 1, dell’art. 67, dpr 917/1986 (Tuir), in assenza di un corrispettivo o in presenza di un corrispettivo inferiore a quello di mercato per l’utilizzo.

Si ricorda, infatti, che secondo quanto indicato dal punto 2) del provvedimento direttoriale n. 94902 del 2/8/2013, la comunicazione va effettuata «qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento», con la conseguenza che, anche in mancanza di un «fringe benefit», in capo all’utilizzatore non si rende necessaria la presentazione della comunicazione (Faq del 16/1/2014).

Con dette risposte è stato precisato che, in mancanza di un reddito diverso in capo all’utilizzatore, a seguito della presenza di costi indeducibili che azzerano il «fringe benefit», l’obbligo di comunicazione non sussiste e che, pertanto, anche in presenza di una differenza positiva tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo, se la stessa risulta annullata per effetto dei costi indeducibili, relativi al bene concesso in godimento al socio, non emerge alcun obbligo di presentare la detta comunicazione.

Sul punto, peraltro, si ricorda che, come rilevabile dal punto 3), del citato provvedimento (n. 94902), la comunicazione non deve essere presentata con riferimento ai «beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, qualora detti beni costituiscano fringe benefit» e per quelli «concessi in godimento agli amministratori», a prescindere che in capo a questi ultimi si formi o meno un fringe benefit, di cui all’articolo 51 o 54 del Tuir. Inoltre, la comunicazione riguarda i beni concessi in godimento nel periodo d’imposta, non rilevando la coincidenza di quest’ultimo con l’anno solare, con la conseguenza che, in caso di coincidenza del periodo d’imposta con l’anno solare, la comunicazione fa necessariamente riferimento al periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre, mentre se la stessa riguarda, per esempio, una società di capitali operante nel settore sportivo, con periodo d’imposta compreso tra il 1° luglio e il 30 giugno dell’anno successivo, la comunicazione in commento deve essere riferita al detto periodo.

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