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Beni ai soci, obbligo esteso

di Dario Deotto

La comunicazione dei beni utilizzati dai soci e dai familiari delle imprese potrebbe riguardare anche i casi in cui i beni vengono utilizzati da un socio non persona fisica.

Questo si evince da un tracciato record delle istruzioni relative alla nuova comunicazione sui beni utilizzati da soci e familiari da inviare all'Agenzia delle entrate. Nei "dati identificativi del socio", viene prevista, infatti, la possibilità che questo non risulti persona fisica. Nella nota del modello viene riportato che «si ipotizza anche questo dato in quanto la norma sembra non escludere tale informazione, accentuando semplicemente che il controllo venga effettuato sistematicamente sulle persone fisiche».

Le istruzioni al modello

Le istruzioni hanno chiarito che vanno comunicate anche le situazioni in cui i beni vengano utilizzati dalle persone fisiche che indirettamente detengono partecipazioni nell'impresa concedente e che la comunicazione riguarda anche i casi in cui i beni risultano concessi in uso ai soci e ai familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo. Se tali interpretazioni possono essere ritenute coerenti e sistematiche, non si coglie, invece, la portata della frase in cui – secondo l'Agenzia – la norma non sembra escludere l'informazione relativa al caso in cui i beni vengano utilizzati da un socio non persona fisica, quindi da un'altra società, i cui dati sono alternativi a quelli del socio persona fisica. Quindi, il dato richiesto non riguarda il caso in cui la persona fisica detiene indirettamente partecipazioni nell'impresa concedente, ma quando, ad esempio, la società A, partecipata dalla società B, concede il bene a quest'ultima. Si tratta di un'ipotesi che sembra andare oltre al nuovo adempimento e che dovrà essere meglio chiarita. D'altronde, sono parecchi i punti da coordinare meglio, come il fatto che si debbano comunicare anche le forme di finanziamento o di capitalizzazione alla società concedente, situazione che la norma non prescrive. In attesa di opportuni interventi, è da ritenere che i finanziamenti soci o le forme di capitalizzazione debbano essere comunicate solamente quando il socio utilizza in godimento i beni della società.

I soci e i familiari

Quello del "godimento dei beni ai soci o ai familiari", comunque, è il nodo principale che dovrà essere sciolto, che le istruzioni del modello non chiariscono. In sostanza, il problema più frequente è il caso dell'autovettura utilizzata dai soci o dai familiari anche per finalità personali (oltre al caso del socio-amministratore). Va ricordato che c'è una norma (articolo 164 del Tuir), che stabilisce quella che si chiama "predeterminazione legale dell'inerenza".

La scelta del legislatore

In pratica, il legislatore ritenendo che certi beni, come le autovetture, si prestano ad essere utilizzati anche per finalità personali o familiari ha fissato per legge – forfetizzandola (40, 80%, eccetera, a seconda dei casi) – la parte della spesa che si intende sostenuta nell'esercizio dell'impresa o della professione. Quindi, in questi casi sembrerebbe che la comunicazione non debba essere effettuata, visto che la norma richiama quella relativa ai beni dati in godimento per i quali non vi è deducibilità dei componenti di reddito. La disposizionnorma non può certo avere abrogato tacitamente quella del Testo unico(articolo 164 del Tuir) che disciplina la predeterminazione legale dell'inerenza.

Il senso da dare alla norma potrebbe essere, quindi, quello di colpire i casi in cui i beni vengano dati in effettivo godimento ai soci. Si tratterebbe delle situazioni in cui si verifica un diritto personale di godimento, come la locazione, il comodato, per le quali la disposizione sulla predeterminazione legale dell'inerenza non si applica.

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