Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Beni ai soci, non si fa lo sconto

Beni ai soci, sanzioni anche per la mancata comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni. E si applicano le misure relative alle errate comunicazioni all’Anagrafe tributaria: da un minimo di euro 206,58 a un massimo di euro 5.164,57.

Questa la risposta fornita nell’ambito del VideoForum 2014 di ItaliaOggi di ieri, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la disciplina sanzionatoria applicabile, stante la mancata indicazione nel dl 138/2011, precisando che, trattandosi di comunicazioni all’Anagrafe tributaria, si rendono applicabili quelle indicate nell’art. 13, comma 2, dpr 605/1973.

Come ricordato nell’ambito della videoconferenza nella disciplina dei beni in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore sono ancora numerose le problematiche presenti a ridosso del termine per l’invio della comunicazione del periodo d’imposta 2012, fissato al 12 dicembre scorso ma con canale aperto (invio senza sanzioni) fino al 31/01/2014.

Su alcune di queste l’agenzia ha fornito i primi chiarimenti con le Faq dello scorso 16 gennaio e ieri è intervenuta su ulteriori questioni.

La prima questione riguardava l’esclusione della comunicazione per i beni concessi in godimento agli amministratori anche in assenza di un «fringe benefit» posto a carico di tale organo; l’Agenzia delle entrate ha confermato che il punto 3.1) del provvedimento 94902/2013 dispone, letteralmente, che «sono esclusi dalla comunicazione i beni concessi in godimento agli amministratori» a prescindere che gli stessi possono o meno costituire fringe benefit, ai sensi degli artt. 51 e 54, dpr 917/86.

Inoltre, le Entrate confermano che la comunicazione per i beni concessi in godimento resta obbligatoria solo se, in presenza di norme che limitano la deducibilità dei costi in capo al concedente, emergono differenze tra il valore pattuito per il godimento, incrementato della quota di reddito della società imputabile al socio, e il valore normale.

Con riferimento alla comunicazione dei finanziamenti e degli apporti, l’Agenzia delle entrate richiama il punto 2.1) del provvedimento 94902/2013 e precisa che restano esclusi dall’obbligo di comunicazione esclusivamente i versamenti eseguiti da soggetti collettivi (società ed enti), dai familiari e dal titolare dell’impresa familiare.

Sempre in tema di finanziamenti e capitalizzazioni, le Entrate hanno confermato che la comunicazione è obbligatoria per gli aumenti di capitale e per le operazioni che determinano un «apporto reale di denaro», con la conseguenza che passaggi nell’ambito del patrimonio netto tra poste diverse (riserve a capitale) o la rinuncia ai crediti non devono essere considerati e, pertanto, non devono essere comunicati. Nel caso di rinuncia ai finanziamenti, sempre che la stessa non comporti un vero e proprio esborso di denaro ad altro titolo, sempre da segnalare, l’ammontare non deve essere comunicato, tenendo sempre conto che non conta la data di sottoscrizione o di delibera del finanziamento o dell’apporto ma quella dell’effettivo versamento. Pertanto, se la società ha un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, ha deliberato un aumento di capitale il 24/12/2013 per tenere conto di potenziali perdite emergenti, ma il versamento viene eseguito dai soci il 22/01/2014, anno successivo, per il 2013 non dovrà essere comunicato niente ma, fermo restando l’obbligo, la comunicazione dovrà essere inviata entro il termine a regime del 30/04/2015 relativamente a tale versamento.

In tal caso sarà il 22/01/2014 la data da indicare nella casella «1» del campo «BG03» del relativo modello di comunicazione.

Infine, ultima per collocazione ma non per importanza, la precisazione indicata in apertura, concernente la disciplina sanzionatoria per l’omessa o inesatta compilazione della comunicazione in presenza di obbligo per la presenza di finanziamenti o apporti.

In tal caso, pur in assenza di una specifica previsione nell’ambito del dl 138/2011, per le Entrate si rendono applicabili le sanzioni indicate dal comma 2, dell’art. 13, dpr 605/1973, ovvero quelle pecuniarie da un minimo di euro 206,58 a un massimo di euro 5.164,57.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa