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Beni ai soci, monitoraggio sul 2011

di Luca Gaiani

Obbligo di comunicazione per i beni assegnati ai soci nel 2011 anche se l'utilizzo si interrompe prima del 31 dicembre. Le società che danno in uso beni aziendali ai propri soci, a loro familiari, o a soci e familiari di altre società del gruppo devono avviare il monitoraggio delle posizioni in essere nel 2011 per poter compilare correttamente la comunicazione da trasmettere all'agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2012. Il modello, approvato con il provvedimento del 16 novembre scorso (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) deve inoltre evidenziare, da parte delle sole società interessate dalla comunicazione dei beni, i finanziamenti e i versamenti effettuati da soci nel 2011, oppure in anni precedenti ed ancora esistenti in tale anno. L'obbligo sussiste anche se il godimento è cessato e/o i finanziamenti sono stati estinti o restituiti al 31 dicembre 2011.

La richiesta di dati sul 2011 giunge inaspettata e costringerà i contribuenti a un intenso lavoro di raccolta dati. Il nuovo presupposto impositivo introdotto dal Dl 138/11 (lettera h-ter dell'articolo 67 del Tuir) per l'uso di beni di impresa a corrispettivi inferiori al valore di mercato, al cui controllo è finalizzata la comunicazione, è infatti in vigore solo dal 2012. L'elenco ha una seconda e non meno importante finalità, quella di acquisire informazioni utili per l'accertamento sintetico delle persone fisiche, sulla base di controlli che, recita la norma, saranno svolti "sistematicamente". Questi accertamenti, sfruttando i dati raccolti sul 2011 (beni in uso e finanziamenti soci), potranno dunque riguardare anche tale periodo di imposta e i precedenti, con la necessità che i soci e/o i familiari interessati dalle prossime comunicazioni verifichino la propria posizione ai fini del "redditometro" – già per il 2011 – considerando anche i beni delle società.

In presenza di fattispecie rilevanti (beni in uso a soci o familiari), si dovranno inoltre evidenziare i finanziamenti e versamenti effettuati dai soci. Il provvedimento non pare contenere limitazioni circa la destinazione o l'importo di queste somme, che dunque si dovrebbero sempre indicare integralmente. Si pensi a una società che ha dato in comodato al socio Tizio una autovettura del valore di 30.000 euro ed ha al contempo ricevuto un finanziamento o un versamento in conto capitale dal socio Caio per 150.000 euro, importo utilizzato per acquistare un immobile locato a terzi. La segnalazione dovrà riguardare sia l'auto affidata a Tizio sia il prestito ricevuto da Caio. In presenza di finanziamenti soci, ma mancando alcuna ipotesi di beni assegnati, il prestito non va indicato e dunque l'intera comunicazione non va predisposta. Le istruzioni parlano infatti di qualsiasi finanziamento erogato dai soci alla società "concedente".

Le informazioni sono estremamente dettagliate e riguardano ogni tipologia di beni, sia se dati in uso gratuito sia se verso corrispettivo, ed anche se questo non è inferiore al valore di mercato. Per le auto, andrà indicato addirittura il numero di telaio, specificando, per qualunque cespite, se si tratta o meno di beni ad uso esclusivo della persona fisica. Non vanno rilevati i beni di valore, al netto di Iva, inferiore a 3.000 euro (diversi da auto, barche, aerei e immobili). Ad esempio non si dovrà comunicare l'uso del telefonino aziendale, del tablet o del PC portatile.
 

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