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Beni ai soci, invio «variabile»

Beni e finanziamenti dei soci slittano a fine ottobre. Con un provvedimento di ieri, l’agenzia delle Entrate ha disposto che la comunicazione relativa ai beni in uso ai soci deve essere presentata d’ora in poi entro 30 giorni dalla scadenza del termine di trasmissione del modello Unico, al fine di consentire ai contribuenti di tener conto degli importi già inclusi nella dichiarazione dei redditi. Nessuna comunicazione deve dunque essere inviata entro il prossimo 30 aprile.
Il provvedimento di ieri del direttore dell’agenzia delle Entrate – confermando quanto anticipato dal Sole 24 ore del 28 marzo e del 15 aprile – ha riformulato il calendario della comunicazione riguardante i beni concessi in uso ai soci ponendola come adempimento successivo e conseguente alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Anziché fissare un termine fisso, infatti, l’Agenzia ha stabilito che la comunicazione vada inviata entro 30 giorni dalla scadenza del modello Unico.
Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (come pure per le persone fisiche, laddove l’adempimento sia effettuato dal socio), il modello, a partire da quello riferito al 2013, andrà presentato entro il 30 ottobre di ogni anno. Le società con periodo di imposta sfalsato adegueranno invece la data di spedizione della comunicazione a quella di scadenza della dichiarazione (30esimo giorno successivo al nono mese dalla chiusura dell’esercizio).
Le motivazioni del provvedimento sottolineano che la modifica del calendario deriva dal fatto (già sottolineato più volte su questo giornale) che il presupposto e il contenuto della comunicazione dipendono, sotto diversi aspetti, dai dati inseriti nel modello Unico. I beni in uso ai soci vanno infatti comunicati solo se sussiste un reddito diverso per l’utilizzatore (quadro RL di Unico) e, dunque, un corrispettivo inferiore al relativo valore di mercato.
In questi casi, la società concedente deve, nella propria dichiarazione, rendere indeducibili i costi. Per i soci di società trasparenti, poi, l’eventuale obbligo comunicativo deriva da quanto viene loro imputato dalla partecipata sotto forma di maggior reddito generato dalle spese indeducibili e anche questa situazione è nota solo dopo l’invio della dichiarazione annuale.
Un maggior tempo a disposizione consentirà ai contribuenti di raccogliere in modo completo la documentazione riferita ai finanziamenti dei soci, che vanno comunicati al lordo di eventuali rimborsi e dunque anche se non figura nessun saldo in bilancio.
Il termine differenziato da quello di Unico per l’invio della comunicazione evita inoltre di concentrare in una sola data tutte le formalità dichiarative.
Dopo la trasmissione della dichiarazione dei redditi le società interessate dovranno opportunamente indicare ai propri soci l’eventuale esistenza del presupposto della comunicazione, accordandosi sulle modalità di invio.

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