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Beni ai soci, invio dopo Unico

Comunicazioni dei beni ai soci solo dopo la dichiarazione dei redditi: a regime la nuova scadenza dovrà essere effettuata entro i 30 giorni successivi al termine di Unico. Scadenza che, evidentemente, sarà variabile in relazione alla durata del periodo di imposta della società che procede alla comunicazione medesima. È questo il contenuto del provvedimento di ieri con il quale il direttore dell’Agenzia delle entrate è intervenuto sull’adempimento disciplinato dalla legge n. 148 del 2011.

L’intervento in questione riguarda entrambi i provvedimenti dello scorso agosto con i quali si regolavano, distintamente, le comunicazioni dei beni utilizzati dai soci e dei finanziamenti erogati dagli stessi. Nella sostanza, l’intervento di ieri riguarda il termine entro il quale devono essere inviate, in via telematica, le predette comunicazioni all’Agenzia delle entrate. La nuova previsione, in luogo del 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, è regolata sulla scadenza successiva a quella di presentazione della dichiarazione dei redditi e, in particolare, entro i 30 giorni successivi. In questo modo, dunque, si coordina da un lato l’impatto delle disposizioni normative nell’ambito delle dichiarazioni dei redditi in termini di tassazione Irpef e di indeducibilità dei costi con le comunicazioni inviate all’anagrafe tributaria. La questione legata all’utilizzo dei beni da parte dei soci nonché dei finanziamenti è una di quelle che, maggiormente, ha generato osservazioni da parte degli operatori del settore sia con riferimento alla finalità che in relazione agli adempimenti richiesti. Da ultimo, va ricordato come l’amministrazione finanziaria abbia individuato la sanzione dovuta nel caso di omissione dell’adempimento legato alla comunicazione di finanziamenti e capitalizzazione. In relazione alla disciplina in questione va comunque ricordato che la stessa riguarda la figura soggettiva del socio che, all’interno della società, non ricopre altri ruoli quale quello di dipendente ovvero di amministratore. Nel senso che, in queste ultime ipotesi, la tassazione in capo alle persone fisiche era comunque già disciplinata nell’ambito delle disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi senza ricorrere alla nuova ipotesi del reddito diverso che, invece, è stata introdotta proprio dal decreto legge n. 138 del 2011. Ciò posto non è peraltro da escludere che in futuro analoga comunicazione possa confluire direttamente nel modello Unico fermo restando che, già a partire da quest’anno, non dovrà essere più osservata la precedente scadenza del 30 aprile.

L’aspetto più critico è quello legato all’utilizzo dei dati che l’Agenzia delle entrate potrà fare in relazione alla comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni posto che già la legge istitutiva prevede che la finalità della norma in questione è quella di acquisire elementi utili ai fini dell’applicazione del redditometro. Se infatti l’utilizzo dei beni è una manifestazione di capacità contributiva immediatamente assoggettabile a tassazione Irpef mediante appunto l’applicazione della normativa in tema di redditi diversi, l’aspetto legato all’erogazione di finanziamenti e capitalizzazioni da parte delle persone fisiche rappresenta, nella sostanza, una manifestazione di ricchezza «indiretta». Che, evidentemente, deve poter trovare riscontro in prima battuta in un reddito già assoggettato a tassazione ovvero in una ipotesi di disponibilità finanziaria non rilevante redditualmente. Più in generale va ricordato come, ai fini dell’obbligo della comunicazione nel caso di utilizzo da parte dei soci dei beni, la stessa deve essere effettuata esclusivamente nel caso in cui si generi materia imponibile in capo al socio medesimo e non quando, per esempio, lo stesso corrisponda somme pari al valore normale del bene utilizzato in godimento. Valore normale che, nel caso degli automezzi, viene determinato in misura esattamente identica a quella prevista in relazione alla determinazione del fringe benefit per i lavoratori dipendenti in base a quanto disposto dall’articolo 51 del Tuir.

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