Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Beni ai soci, invii agli sgoccioli

È iniziato il conto alla rovescia per l’invio della comunicazione dei beni in godimento ai soci e dei finanziamenti/capitalizzazioni relativi al 2015. Il prossimo 31 ottobre, scade il termine ultimo per la trasmissione dei dati relativi ai beni dell’impresa che sono stati utilizzati nel corso del 2015 dai soci o familiari dell’imprenditore e dei finanziamenti effettuati dai soci o familiari dell’imprenditore e ricevuti dall’impresa nello stesso anno. Sono esonerati dall’obbligo le imprese e professionisti che adottano i regimi di vantaggio, dei minimi e delle nuove iniziative produttive. L’esonero è previsto anche per i soggetti che adottano il regime di contabilità semplificata, a esclusione di quelli dotati di un conto corrente dedicato all’attività. Per i beni concessi in godimento l’obbligo può essere assolto anche dall’impresa concedente, dal socio o dal familiare dell’imprenditore. La comunicazione relativa ai finanziamenti e alle capitalizzazioni, invece, deve essere effettuata dall’impresa che riceve l’apporto. In questo caso, l’obbligo non sussiste nel caso di finanziamenti o capitalizzazioni di importo annuo inferiore a 3.600 euro.

 

La comunicazione. La scadenza per la comunicazione dei beni dati in uso ai soci e ai familiari e dei finanziamenti effettuati dai soci o familiari dell’imprenditore e ricevuti dall’impresa, come disposto dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 16 aprile 2014 n. 54581, è il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui:

– i beni sono concessi o permangono in godimento;

– i finanziamenti o le capitalizzazioni sono stati ricevuti.

Pertanto, entro il prossimo 31 ottobre 2016, i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale sia collettiva, dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate:

– i dati dei soci, comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente, e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa nell’anno 2015;

– i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno 2015, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600 euro.

La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline, direttamente o tramite intermediari abilitati o società del gruppo incaricate della trasmissione telematica.

 

Beni in godimento. Sono obbligati alla comunicazione i seguenti soggetti residenti in Italia:

– imprenditore individuale;

– società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);

– società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);

– società cooperative;

– stabili organizzazioni di società non residenti;

– enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.

Sono esonerate dall’adempimento le società semplici.

 

Cosa comunicare. Vanno comunicati all’Anagrafe tributaria i dati dei soci, comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente, e dei familiari dell’imprenditore, che nel 2015 hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora ci sia una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in anni precedenti, qualora l’utilizzo permanga nel 2015. Ai fini della comunicazione non rileva il titolo di possesso del bene da parte dell’impresa e pertanto vanno considerati: beni posseduti in proprietà, usufrutto, comodato, locazione e leasing.

La comunicazione deve essere effettuata per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo. L’obbligo scatta nel caso in cui i beni concessi in godimento al socio o familiare dell’imprenditore siano di valore superiore a 3 mila euro, al netto dell’Iva. Per i beni concessi in godimento l’obbligo può essere assolto anche dall’impresa concedente, dal socio o dal familiare dell’imprenditore (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti elementi:

– per le persone fisiche: codice fiscale, dati anagrafici e stato estero per i non residenti nel territorio dello Stato;

– per i soggetti diversi dalle persone fisiche: codice fiscale, denominazione e comune del domicilio fiscale o lo Stato estero di residenza;

– tipologia di utilizzo (in uso esclusivo o non esclusivo);

– dati del contratto (data della stipula del contratto; data in cui è iniziato il godimento del bene, data in cui nell’anno ha avuto fine il godimento del bene);

– informazioni relative del bene concesso in godimento;

– corrispettivo relativo al godimento del bene, maturato per l’anno o per la frazione di anno per cui il bene è stato concesso o ricevuto;

– valore di mercato del diritto di godimento del bene.

Bruno Pagamici

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L'acquisto della banca senese potrebbe permettere al gruppo milanese di ridurre la distanza dal lead...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni l’attenzione dei commentatori politici è stata focalizzata sulle modalità di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo Conte bis è entrato in crisi proprio quando alcuni dossier economici di capitale importa...

Oggi sulla stampa