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Beni ai soci, in vista nuove esclusioni

Sullo spesometro, niente sanzioni per chi adempie in ritardo e obbligo rinviato al 2014 per la pubblica amministrazione. Sui beni assegnati ai soci, snellimento delle casistiche e proroga delle scadenze. Sono queste le voci che si rincorrono tra gli addetti ai lavori riguardo alle ormai imminenti scadenze dei nuovi obblighi di comunicazione ai fisco. Mancano ormai 12 giorni al primo termine fissato e, di fronte al ritardo con cui l’agenzia delle Entrate ha fornito le ultime disposizioni attuative, molti chiedono proroghe.
Ufficialmente, l’Agenzia non prende nemmeno in considerazione questa ipotesi. Ma le ultime istruzioni sono state fornite a ridosso della prima scadenza (12 novembre). Inoltre, l’esperienza dimostra che si cerca sempre di parlare di rinvii il meno possibile, salvo disporli all’ultimo momento. E, anche quando non li si dispone, nella prima fase dalla loro entrata in vigore le norme vengono applicate in modo “soft”.
Lo spesometro
Sembra che sia proprio quest’ultima la soluzione più probabile per gli adempimenti legati allo spesometro. Già in alcune uscite pubbliche delle scorse settimane, i vertici dell’Agenzia hanno accreditato la linea della tolleranza, perlomeno in caso di difficoltà nella trasmissione dei dati (si veda Il Sole 24 Ore del 19 ottobre). Negli ultimissimi giorni, si è aggiunta la pressione di alcuni Ordini territoriali dei commercialisti e degli esperti contabili, che hanno avviato la raccolta di firme tra gli associati per chiedere una proroga.
Si parla dunque di un’entrata in vigore dell’obbligo di comunicazione nei tempi previsti, ma senza applicare alcuna sanzione per chi ritarda l’invio. Questo regime “ibrido” dovrebbe durare fino a fine anno.
L’unica proroga in senso proprio sullo spesometro sembra possa arrivare per le comunicazioni di pertinenza della pubblica amministrazione, settore nel quale le difficoltà ad adeguarsi agli obblighi sono emerse nel modo più netto ed erano state già condivise dalla stessa amministrazione nei provvedimenti emanati nel 2011.
Queste sono solo ipotesi. Ma è proprio sulla loro base che ad Assosoftware stanno lavorando per fornire agli associati le indicazioni sulle quali sviluppare i loro prodotti per imprese e professionisti. Altre indicazioni sono state emanate il 22 ottobre su questioni che non sono legate alle tempistiche e non sono state affrontate in modo esaustivo dall’agenzia delle Entrate. «Stiamo poi monitorando le difficoltà tecniche che emergono, soprattutto in fase di invio», dice il direttore generale, Roberto Bellini.
I beni ai soci
Riguardo alle comunicazioni dei beni aziendali assegnati ai soci, le difficoltà maggiori sono invece legate all’elevato numero di fattispecie per le quali scatta l’obbligo di inviare i dati al fisco. Ciò è stato fatto presente da più parti all’agenzia delle Entrate. La soluzione più logica sarebbe quindi uno sfoltimento dei casi nei quali scatta l’obbligo di comunicazione. Ed è in questa direzione che si dice stia lavorando l’Agenzia per risolvere il problema, in particolare sul fronte dei finanziamenti dei soci.
Tuttavia, fino a quando non sarà ufficializzato alcun provvedimento dal parte dell’agenzia delle Entrate, nessuno potrà dare per acquisito il risultato. Anche perché nessuno ha idea di quali potrebbero essere i casi per i quali potrebbe arrivare in extremis l’esclusione dall’obbligo di comunicazione.
Le prospettive
Come si vede, la situazione resta confusa. Dal punto di vista giuridico, gli strumenti per ricondurla alla normalità ci sono: eventuali proroghe e semplificazioni possono essere disposte senza ricorrere né a leggi né a decreti legge, perché il quadro normativo demanda la disciplina di questi aspetti a semplici provvedimenti del direttore dell’agenzia delle Entrate.
Per gli operatori, quale che sia la soluzione scelta, è fondamentale che la si renda nota al più presto possibile. Anche per salvaguardare quella «qualità degli accertamenti» cui l’Agenzia fa spesso cenno.

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