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Beni ai soci in formato leggero

Comunicazione dei beni ai soci in formato leggero: non andranno indicati i beni utilizzati da coloro che sono anche dipendenti e/o amministratori mentre, per quanto concerne i finanziamenti, l’onere riguarderà esclusivamente quelli superiori a 3 mila euro. Ma non è solo questo l’adempimento che verrà semplificato in quanto, anche in vista del modello Unico 2014, una serie di comunicazioni e obblighi confluiranno nella dichiarazione ovvero saranno snelliti. Ciò per effetto di una serie di provvedimenti dell’Agenzia delle entrate in corso di emanazione e presentati ieri che, in parte, per effetto del ddl semplificazioni approvato il 19 giugno scorso. Nel pacchetto finiscono, per esempio, anche lo spesometro (si veda altro articolo in pagina), le comunicazioni black list e le comunicazioni relative alle minusvalenze da cessione di partecipazioni.

Beni ai soci

La norma introdotta nel 2011, con effetti dal periodo di imposta 2012 ha introdotto sia il principio della tassazione in capo al socio della quota di reddito ritraibile dall’utilizzo di un bene formalmente riferibile alla società che l’obbligo di comunicazione della fattispecie. In relazione a questo secondo aspetto, la scadenza per l’adempimento è stata via via prorogata ed è attualmente fissata al prossimo 16 ottobre. Nel frattempo, sulla base di quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate, il problema della comunicazione di specie si è amplificato in ragione di alcune posizioni assunte dall’amministrazione finanziaria di fatto poco comprensibili e non allineate al dato normativo. Di fatto, allo stato, sono ben pochi coloro che, per evidenti ragioni, avevano manifestato l’intenzione di procedere alla comunicazione che in alcuni casi si rivelerebbe una autentica autodenuncia sulla posizione della persona fisica-socio.

Probabilmente, nelle intenzioni dell’amministrazione di rivisitare la comunicazione dei beni ai soci c’è anche questo ma, prima di verificare in concreto come sarà il provvedimento che darà l’avvio in concreto all’adempimento in questione, si deve tentare di fare un’analisi sulla scorta di quanto scritto nelle schede diffuse ieri.

Un primo aspetto riguarda l’esclusione, del tutto logica, della comunicazione per i beni concessi al socio dipendente o lavoratore autonomo che già sono tassate nell’ambito dei fringe benefit. Posto che nella scheda forse con la locuzione lavoratore autonomo si intende amministratore (in quanto il lavoratore autonomo in sé tasserebbe comunque come reddito professionale), non aveva alcun senso comprendere nella comunicazione tali fattispecie in quanto la norma regola la nuova modalità di tassazione come reddito diverso mentre, le ipotesi del socio amministratore o socio dipendente sono già attratte nella sfera dei redditi da lavoro. Si parla poi della eliminazione dei finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell’imprenditore mentre sembrerebbe mantenersi l’obbligo dei finanziamenti concessi alla società per importi superiori a 3 mila euro. Su questo aspetto si dovrà attendere l’emanazione del provvedimento ma si deve auspicare che l’Agenzia prenda posizioni più logiche rispetto a quelle precedenti evitando per esempio che siano da comunicare finanziamenti esistenti ma effettuati molti anni fa. Non si comprende dalla scheda se l’obbligo in questione rimarrà comunque anche nel caso in cui il socio non utilizzi i beni della società avendola finanziata ma, in ogni caso, una semplificazione arriverà sicuramente. Altrimenti l’effetto di questa comunicazione sarà quello contrario rispetto a quello immaginato. Soprattutto in considerazione del fatto che per quanto concerne le movimentazioni di natura finanziaria (finanziamenti e capitalizzazioni), l’Agenzia delle entrate è perfettamente in grado di conoscere i relativi dati in quanto trasmessi dagli intermediari.

Altre semplificazioni

Molte delle semplificazioni riguarderanno gli adempimenti Iva mentre, in materia di imposte sui redditi sono da segnalare, essenzialmente, alcuni «accorpamenti» nell’ambito del modello Unico relativo al periodo di imposta 2013. Si tratta, in particolare, delle comunicazioni delle minusvalenze di cessione delle partecipazioni per importi rilevanti ovvero, ma questo riguarda direttamente la struttura del modello, della attivazione di un quadro EC in formato ridotto in termini di dati da evidenziare. Da non dimenticare, poi, quelle che saranno le ulteriori semplificazioni contenute nel disegno di legge attualmente all’esame parlamentare in commissione. In questo provvedimento transiteranno, per esempio, i nuovi termini per le opzioni per il consolidato o la trasparenza fiscale ovvero la possibilità di utilizzare i vecchi modelli di dichiarazione anche per le società di persone nel caso in cui il periodo di imposta non comprenda il 31 dicembre. Un pacchetto complessivo, dunque, che dovrebbe portare sicuramente a adempimenti meno gravosi e che, nella pratica professionale, rappresentano in qualche ipotesi una pura perdita di tempo che, in ogni caso, ha un costo rilevante.

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