Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Benetton pronti a vendere il 49% degli Aeroporti di Roma

Nella piena consapevolezza che “molto” nel sistema Aspi non ha funzionato come avrebbe dovuto, Edizione si prepara a riscrivere governance e struttura di controllo di Atlantia. Ma anche a rivederne ruolo e obiettivi in termini di investimenti attuali e futuri, grazie a una revisione del portafoglio che porterà cassa e quindi, potenzialmente, nuove opportunità di sviluppo. Il percorso, che mira a ricostruire una credibilità messa a dura prova dagli eventi di Genova e dalle intercettazioni emerse sull’operato della squadra dell’ex ceo Giovanni Castellucci, si svilupperà su diversi livelli che chiamano in causa la stessa Edizione, alla ricerca di una leadership in famiglia non ancora individuata.

Con un obiettivo nell’immediato: definire il prima possibile il dossier Aspi. Fino a qualche settimana fa il tavolo della trattativa aperto in via informale con il governo sembrava si potesse chiudere con una transazione cash rilevante in termini economici e l’impegno a procedere con un piano di investimenti massiccio sulle infrastrutture. Alcune fonti hanno stimato un pacchetto complessivo, tra denari e nuovi interventi sulle autostrade, attorno a 1,5 miliardi di euro. Ora tutto è di nuovo in sospeso, dopo il passo laterale della holding su Alitalia. Quel tavolo di confronto si è chiuso, lo spettro della revoca, con il premier Giuseppe Conte che più volte ha dichiarato che troverà una soluzione entro l’anno, è tornato ad aleggiare e Atlantia può solo aspettare. Certo è che, se revoca sarà, la compagnia appare intenzionata a far valere il contratto.

Atlantia verso due ceo

Sul fronte del governo societario un primo passaggio si è realizzato la scorsa settimana. Il comitato che era stato istituito a valle dell’uscita di Castellucci è stato sciolto e le deleghe sono state distribuite tra presidente, Fabio Cerchiai, e il direttore generale Giancarlo Guenzi. Un riassetto che apre i lavori per la nomina del futuro amministratore delegato che sul piano procedurale partirà a gennaio con l’obiettivo di completare il processo per febbraio.

Per quella data Atlantia avrà però un vertice composto da ben due ceo, uno più concentrato sulle attività casalinghe, quindi presumibilmente Italia ed Europa, ed uno dal respiro più internazionale. Un manager, questa seconda figura, con forti relazioni sul piano globale in grado di stringere partnership funzionali ad ampliare il portafoglio investimenti della società. A questo si affincherà, come detto, un presidente forte e una serie di comitati che possano garantire maggiori certezze in tema di strategie e controllo. Ciò in vista di una revisione del portafoglio che punta alla creazione di una holding pura a capo di una galassia di partecipate più operative con Atlantia in regia ma affiancata da altri investitori sul modello già sperimentato con Cellnex.

Le partecipate Adr e Telepass.

Nelle prossime settimane, in tempi potenzialmente stretti, arriveranno sul tavolo del cda Atlantia le partite legate alle controllate Aeroporti di Roma e Telepass. Riguardo ad Adr a inizio anno verrà avviata la procedura per cedere una quota importante della società aeroportuale. Si potrebbe arrivare fino al 49% dell’azienda il cui valore, secondo le ultime stime, potrebbe aggirarsi attorno ai 5 miliardi. Allo stesso modo, verrà riavviato il percorso per la valorizzazione di un pacchetto di Telepass, anche in questo caso rilevante.

Per entrambi l’ottica sarà quella di aprire il capitale a terzi, quali fondi pensioni, fondi sovrani o infrastrutturali, capaci di portare Atlantia su altri mercati. Questo potrà avvenire attraverso la creazione di veicoli in cui Atlantia non necessariamente dovrà ricoprire il ruolo di primo azionista o di controllo, pur avendo in capo la gestione dell’asset. I denari raccolti dalla cessione di quote di minoranza di Adr e Telepass saranno dunque impiegati proprio per dare linfa a questa strategia di crescita, soprattutto internazionale. Un programma ambizioso che per forza di cose dovrà veder schierata anche la famiglia Benetton. E in proposito la cassaforte di controllo di Atlantia, Edizione si trova a dover affrontare un altro passaggio cruciale.

Edizione e l’incognita Mion.

Per la famiglia Benetton il prossimo anno rappresenta sotto diversi aspetti un banco di prova. Gianni Mion, presidente di Edizione, nel corso di un cda ordinario che si è tenuto ieri a Treviso, ha presentato ai quattro rami famigliari, numeri e futuri dossier che dovranno essere affrontati dagli azionisti subito dopo la pausa natalizia. Un piano d’azione che sarà avviato sotto la guida dello storico manager della famiglia ma che dovrà, in un secondo tempo, essere gestito direttamente dai Benetton.

Il ruolo di Mion, decisivo in questi mesi per far fronte ad emergenze che hanno ricompattato in diverse occasioni la dinastia, è infatti a tempo. La prossima estate il mandato scadrà e l’intenzione, per quel che si raccoglie negli ambienti finanziari, sarebbe quello di uscire di scena. È evidente che qualsiasi scelta sarà poi definita più in prossimità del passaggio di consegne e non è escluso che la famiglia convinca il manager a restare un altro anno. Diversamente, la dinastia, seppur in un sistema che resterà collegiale, dovrà decidere un rappresentante interno che possa sostituire lo storico braccio destro di Giberto Benetton. Improbabile l’innesto di un manager esterno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa