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Benetton, in Edizione liquidità per due miliardi

Per i conti “ufficiali” è ancora presto. Il bilancio dell’esercizio 2014 di Edizione srl, la holding che controlla un impero che spazia da Atlantia ad Autogrill, World duty free (Wdf) e Benetton group, deve ancora passare l’esame dell’assemblea dei soci, rappresentati dalla famiglia Benetton, per poi essere depositato a giugno. Ma allo stato attuale ci sono almeno due certezze: primo, se l’operazione Wdf dovesse andare in porto come previsto (la chiusura dell’operazione è attesa nel trimestre), in poco più di un anno e mezzo nelle casse della società potrebbe arrivare una liquidità complessiva vicino ai 2 miliardi; secondo, l’indebitamento della holding è stato quasi azzerato tanto che oggi, secondo quanto ricostruito da Il Sole24 Ore, la posizione finanziaria netta è negativa per appena 120 milioni.

Basta mettere in fila le operazioni portate a termine dalla cassaforte di Ponzano Veneto per avere una idea delle risorse incassate e potenzialmente disponibili nei prossimi mesi.
Il punto di partenza è datato ottobre 2013, quando la famiglia, con una operazione a sorpresa, ha incassato 338 milioni di euro dal collocamento lampo del 9% di Autogrill e del 9% di Wdf. Il passo successivo è stato fatto un mese dopo con la riduzione dell’esposizione in Pirelli & C dove deteneva una quota del 4,7% attraverso una cessione tramite bond convertibile sul 3% del capitale della Bicocca. In questo caso l’incasso è stato pari a 200 milioni di euro. In tutto, dunque, fa 538 milioni, risorse che la famiglia ha deciso in quella occasione di impiegare per ottimizzare la struttura finanziaria della cassaforte di Ponzano Veneto. Con il risultato finale che l’indebitamento netto della holding è sceso da 425 milioni a 120 milioni di euro.
La cassaforte, infatti, evidenziava una situazione alla fine del 2012 che vedeva un debito di 425 milioni a fronte di immobilizzazioni per 2,7 miliardi. Dei debiti complessivi della holding, 200 milioni di euro erano in scadenza a novembre. A questi si aggiungevano poi altri 225 milioni di un term loan a 3 anni. Entrambi sono stati estinti. In parte utilizzando i 338 milioni incassati dal collocamento di Wdf e Autogrill, e per circa 120 milioni utilizzando una linea revolving di 375 milioni che fino ad allora non era stata utilizzata. E qui si arriva alla seconda fase, ovvero all’utilizzo della liquidità derivante dal bond in titoli Pirelli.
Il nuovo assegno che la capogruppo aveva ottenuto da questa operazione è andata infatti a ripianare quei 120 milioni di euro della linea revolving da 375 milioni e per i restanti 80 milioni è rimasta nelle casse del gruppo. In altre parole oggi il debito della holding è rappresentato solo dal bond Pirelli di 200 milioni, ma tenendo conto del cash, la posizione finanziaria netta scende a 120 milioni.
La fotografia della struttura finanziaria di Edizione srl a breve potrebbe però cambiare in modo sensibile. Questo principalmente grazie alla cessione del pacchetto del 50,1% di World Duty Free “promesso” a Dufry. Una quota che il gruppo elvetico ha valorizzato 1,3 miliardi, risorse che si andranno a sommare agli 80 milioni già presenti nelle casse della società. Non solo. Il portafoglio partecipazioni custodisce ancora un pacchetto dell’1,6% di Pirelli che, in vista dell’adesione all’offerta pubblica di Chem China sul gruppo della Bicocca, si tradurrà in un assegno di altri 114 milioni con una plusvalenza di 31 milioni da iscrivere in bilancio.
Insomma, una montagna di liquidità pari a 1,5 miliardi da “investire”. Dove? Al momento nulla è stato ancora deciso, dato che la finalizzazione del passaggio di proprietà di Wdf è appeso all’esito dell’assemblea di fine aprile convocata da Dufry. D’altra parte è altrettanto vero che le controllate di Edizione al momen to non sembrano avere necessità del supporto della proprietà. L’impressione, dunque, è che quelle risorse serviranno per diversificare ulteriormente il “ricco” portafoglio di famiglia.

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