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Bene le Borse Ue, Wall Street da record

Le Borse mondiali iniziano al galoppo la settimana finanziaria. Al rialzo in prima battuta (per questioni di fuso orario) di Tokyo (+4%) hanno risposto nel pomeriggio i listini europei (+1,7%, Piazza Affari +1,2%). I riflettori però devono spostarsi d’obbligo su Wall Street con l’indice S&P 500 che a metà seduta ha segnato il nuovo massimo storico a quota 2.143 punti superando il picco di maggio 2015 a quota 2.139.
Da poche ore la Borsa della prima economia al mondo viaggia nuovamente in un territorio inesplorato mentre nella notte è partita la stagione delle trimestrali, apertasi come da copione con Alcoa. Il record di New York dimostra che eventuali effetti negativi della Brexit – proprio ieri la Commissione Ue ha rivisto al ribasso le stime di crescita della zona euro e della Gran Bretagna dopo il referendum – non pesano Oltreoceano. Negli Usa a giugno sono stati creati 287mila posti di lavoro, sensibilmente al di sopra delle attese. Allo stesso tempo secondo molti operatori questo non basta per poter ipotizzare un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi. Il buon andamento dell’economia, unito alle aspettative di un atteggiamento ancora espansivo della banca centrale, spiegano perché Wall Street viaggi ora sui massimi di tutti i tempi.
Del resto, dietro la buona performance delle Borse a livello globale le banche centrali c’entrano e come. Allo sprint di Tokyo ha contribuito in maniera sostanziale la vittoria della coalizione guidata da Shinzo Abe alle elezioni per la Camera alta, vittoria che dovrebbe rafforzare la presa del premier sul partito conservatore, che ha riportato al potere nel 2012 promettendo la ripresa dell’economia attraverso l’allentamento di politica monetaria, spesa fiscale e riforme.
«La vittoria di Abe ha spinto la fiducia nel sentiment degli investitori, e ottenere una maggioranza dei due terzi manda agli investitori stranieri il messaggio che le politiche di Abe progrediranno», commenta alla Reuters Hikaru Sato, analista tecnico senior di Daiwa Securities.
Così come, l’indice Ftse-100 della Borsa del Regno Unito è tornato ieri (+1,4%) sui massimi degli ultimi 11 mesi, proprio sulla scia di attese su nuove misure espansive da parte della Bank of England nella prossima riunione del 14 luglio. Anche nell’Eurozona le aspettative di un ulteriore allentamento della Bce (con nuove regole più inclusive per l’acquisto di titoli di Stato nell’ambito del programma di quantitative easing) hanno spinto nelle ultime sedute i titoli di Stato verso nuovi minimi. Il BTp a 10 anni (nonostante le prese di beneficio di ieri) viaggia all’1,21%, gli stessi livelli di marzo 2015, data di partenza del «Qe» europeo.
Allo stesso tempo prosegue il recupero dei titoli bancari in Europa e in Italia. Il sotto-indice bancario di Piazza Affari ieri ha guadagnato l’1,18% portando il recupero dell’ultima settima a +7%. Forti acquisti su Banca Mps (+7%) sull’ipotesi che i ministri delle Finanze della zona euro possano a breve giro dare il via libera a una deroga alle regole sul salvataggio degli istituti di credito, aprendo a interventi pubblici. Per le banche europee la data chiave a questo punto è il 29 luglio, quando la Bce pubblicherà i risultati degli stress test condotti sulle principali banche (fra cui cinque italiane). Ma i mercati si aspettano mosse politiche pro-banche prima di questo appuntamento. In caso contrario potrebbero tornare a innervosirsi.

Vito Lops

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