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Bene le assicurazioni Unipol, male la banca

MILANO — Il gruppo Unipol fa il pieno di utili (202 milioni il risultato netto consolidato); ottiene buoni risultati sul fronte industriale; continua a pagar pegno alle difficoltà della banca (in rosso come risultato ante imposte per 88 milioni) e punta con determinazione al processo di fusione tra le varie compagnie.
Proprio per accelerare il processo, ieri il gruppo bolognese ha dato mandato a Mediobanca di acquistare titoli pari almeno al 20% del capitale di categoria risparmio della Milano Assicurazioni. Con questa mossa Unipol si pone in posizione molto avvantaggiata per far passare il sì alla fusione con Fonsai e con Premafin; un sì non scontato da parte dell’assemblea degli azionisti risp della Milano e che ora invece dovrebbe essere più agevole. La compagnia bolognese si è detta disponibile a considerare la possibilità di acquisire fino al 35% del capitale di risp della Milano. Invocando la stessa ragione, la concentrazione totale sul processo di fusione, l’ad di Unipol Carlo Cimbri ha smentito categoricamente di «avere allo studio alcun dossier Carige», indiscrezione che pure era circolata nei giorni scorsi.
Guardando più da vicino i numeri della semestrale, Unipol ha chiuso il periodo con un utile consolidato di 202 milioni di euro (non confrontabile con quello di 126 milioni dello stesso periodo 2012, che non comprendeva il gruppo Fonsai). La raccolta è stata pari a 9.097 milioni di euro in crescita del 10,5% rispetto al dato pro-forma 2012. Il risultato si compone di una discesa del ramo danni (-8,1%) a 5.097 milioni mentre il ramo vita è aumentato del 48,8%, a 3.999 milioni (con un vero e proprio boom del canale di bancassicurazione). Il combined ratio, indice di redditività della gestione tecnica nel ramo danni, è migliorato dal 97,9% del primo semestre 2012 al 92,2% mentre il margine di solvibilità (Solvency I) è pari a 1,6 volte i requisiti regolamentari. Post-fusione, il combined ratio sarà intorno a 1,5 volte, ha spiegato Cimbri.
Ben più pesante la situazione di Unipol banca. Quest’ultima ha chiuso il semestre con un risultato ante imposte negativo per 88 milioni di euro dopo rettifiche su crediti per 223 milioni (100 dei quali sopportati dalla capogruppo Unipol, a fronte della garanzia prestata a Unipol Banca su mezzo miliardo di crediti). Il core tier 1 della banca è pari all’8,03% e lo stesso Cimbri non ha escluso, in caso di nuove rettifiche nella seconda parte dell’anno, la necessità di un aumento di capitale per Unipol banca, sebbene per importi non significativi. Sul versante giudiziario di Fonsai, invece, a quanto si apprende Giulia Ligresti – in carcere dal 17 luglio scorso – sta meditando di avanzare una proposta di patteggiamento della pena. Nei giorni scorso il gip di Torino, Silvia Salvadori, aveva respinto la sua richiesta di scarcerazione.
Sempre in tema di semestrali, c’è da registrare il dato preliminare sulle vendite di Prada. Il gruppo del lusso ha registrato ricavi consolidati per 1.727 milioni di euro, con un incremento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo 2012. I risultati sono stati trainati dall’area Asia e Pacifico, che registra il progresso maggiore (+17%).

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