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«Bene il patent box sui marchi: così si difende il Made in Italy»

«È una misura straordinaria di cui forse ancora non si è compreso l’impatto e che ci aiuterà a mettere in cassaforte il meglio del made in Italy, brevetti e marchi che hanno fatto grande la storia di questo Paese e che ancora oggi, in tempi di crisi, continuano a rappresentare la nostra voglia di innovare». Per Antonello Montante, vice Presidente di Confindustria e imprenditore a capo del gruppo Montante e delle aziende collegate (dalla metalmeccanica all’automotive fino alla produzione di biciclette), il potenziamento del patent box previsto dal decreto su banche e investimenti approvato martedì scorso, è un «passo importante» che ci mette in linea con altri Paesi che si sono già attivati su questo fronte, come la Germania. «Anzi gli incentivi messi in campo dal Governo sono anche più attrattivi di molti nostri competitor», aggiunge Montante. Le norme appena approvate, che ora aspettano di essere pubblicate in «Gazzetta», prevedono infatti la piena inclusione anche dei marchi commerciali tra le attività immateriali per le quali viene riconosciuto un forte beneficio fiscale. Si tratta di una detassazione parziale (fino al 50%, che scende al 30% nel 2015 e al 40% nel 2016) per i redditi derivanti dall’utilizzo diretto o indiretto, di brevetti, opere dell’ingegno e know how, nonché per tutti i marchi. «Siamo assolutamente favorevoli all’obiettivo che questa misura intende conseguire – dice Montante – e cioè incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo e contrastare la delocalizzazione all’estero di beni intangibili».
I beni immateriali sono, per loro natura, caratterizzati da un elevato tasso di mobilità, per questo motivo « la leva fiscale diventa un elemento determinante nella scelta della localizzazione», aggiunge Montante. Che chiarisce come le nuove misure non solo possono incentivare le nostre imprese e difendere il nostro made in Italy per eccellenza – dal food al lusso fino al meglio delle innovazioni delle nostre Pmi -, ma possono diventare una forte calamita per i grandi investitori esteri: «Se ben applicata, la norma non solo incentiva le imprese italiane a mantenere in Italia i loro beni immateriali, ma può attrarre – avverte ancora Montante – le imprese straniere nel nostro Paese». «E questo – aggiunge -è un obiettivo fondamentale soprattutto in un momento come questo in cui abbiamo bisogno di investimenti». Da qui la necessità di chiarire che nell’agevolazione siano ricompresi i titoli di proprietà intellettuale non meramente nazionali (ma ovviamente registrati o validi in Italia). Su questo e altri aspetti «stiamo lavorando fattivamente con il Ministero dello Sviluppo economico per garantire la piena efficacia della misura». Che tra i vantaggi evidenti ha anche il fatto che si applica «in modo automatico – ricorda Montante – senza domande da presentare o rischio di imbuti». La novità importante – ribadisce l’imprenditore siciliano – è l’estensione degli incentivi, decisa dal governo, ai marchi e ai disegni e modelli, «così come sembra prevedere il decreto». «È un modo questo – conclude Montante – per valorizzare quel patrimonio prezioso che ha reso le nostre produzioni famose e apprezzate in tutto il mondo, ma anche per moltiplicare gli effetti derivanti dallo sfruttamento di tali asset, essendo l’incentivo applicabile anche quando il bene immateriale è concesso in licenza a terzi».

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